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Discussione: Official situazione politica italiana attuale

  1. #12441
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    @Luciom

    Vado un po' OT:

    Tu personalmente come lo vedi il futuro della moneta unica, credi riuscirà a sopravvivere ancora per molto? In caso di risposta negativa, pensi che i paesi dell'euro-zona abbiano delle strategie funzionali ad affrontare quel tipo di scenario?


    Secondo lo studio “Balance Sheets after the EMU: an Assessment of the Redenomination Risk” effettuato dall’OFCE:



    Cosa ne pensi invece di questo?
    Ultima modifica di OBBLIGOVINCERE; 29-03-2017 alle 14:14

  2. #12442
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    Citazione Originariamente Scritto da OBBLIGOVINCERE Visualizza Messaggio
    @Luciom

    Vado un po' OT:

    Tu personalmente come lo vedi il futuro della moneta unica, credi riuscirà a sopravvivere ancora per molto? In caso di risposta negativa, pensi che i paesi dell'euro-zona abbiano delle strategie funzionali ad affrontare quel tipo di scenario?


    Secondo lo studio “Balance Sheets after the EMU: an Assessment of the Redenomination Risk” effettuato dall’OFCE:



    Cosa ne pensi invece di questo?
    Penso che l'euro come moneta abbia elevatissime probabilità di sopravvivenza, lo stesso non è necessariamente vero per l'appartenenza all'area euro di tutti gli attuali membri.

    Se vogliamo, la probabilità che tra 10 anni ci sia ancora un euro per me è sopra il 99.9%, se con euro intendiamo un numero non esiguo (5+?) di nazioni anche facenti parte dell'unione europea, con valuta comune.

    In sostanza, germania, austria, lussemburgo e olanda, e probabilmente vari altri paesi (finlandia per es.) avranno la stessa valuta quasi certamente anche nel futuro.

    Che di questa valuta facciano parte nel futuro anche paesi come francia, italia, portogallo, grecia, cipro etc non è automatico ma lo ritengo comunque decisamente probabile per ciascuno di questi paesi.

    Ma la probabilità che almeno uno esca da qui a 10 anni non la vedo particolarmente bassa, probabilmente attorno al coinflip. Con grecia e cipro tra i + papabili per l'uscita.

    ///

    Della tabella che hai messo, concordo con la prima e terza casella per l'italia decisamente non con la seconda che mi pare mostruoso sia "no risk", io la vedo rossa fuoco proprio.

    Leggendo il paper, che mi sembra scritto in modo ragionevole con le ipotesi esplicitate e quindi analizzabili dall'esterno, vedo un "glaring hole" nell'analisi, quantomeno per quel che riguarda l'italia.

    Di primo acchito, quello che misurano correttamente corrisponderebbe a un rischio limitato/nullo per le società finanziarie italiane, in quanto l'esposizione a debito in valuta estera non è enorme, e in quanto stimano che il cambio rimarrebbe immutato (CETERIS PARIBUS) rispetto al basket di valute ex-componenti dell'euro (e questo non è assurdo).

    Notare però che si analizza un break-up condiviso non l'uscita dei singoli qui con tutte le sue problematiche di second'ordine.

    Ora quello che manca, per l'italia, è il fatto che per via della maggior libertà d'azione generata dall'uscita dall'euro, c'è altissima probabilità (certezza?) che la politica tornerebbe a fare quello che ha sempre fatto pre-euro, ovvero spesa pubblica allegra, svalutazioni competitive.

    IN QUELLA IPOTESI, la struttura dei tassi delle neolire non sarebbe quella attuale dell'euro.

    Se si concorda con questo, cambio a parte (Che concordo non essere di rilevanza primaria per la tenuta dei bilanci delle società finanziarie), quel che succede è che , semplificando, con lex monetae gli istituti si trovano con una marea di crediti a interessi bassi contratti con l'euro, e una struttura di liabilities in lire con tassi molto + alti. Un disastro assoluto insomma, un massacro, un default dopo l'altro.

    Faccio un esempio semplice per capirci: una banca con mutui in euro attualmente paga i depositanti 0, o 1% (in eur) e prende il 2-3-4% da chi ha fatto mutuo. A volte si copre ulteriormente con strumenti vari per il rischio tassi di medio-lungo, a volte no.

    Ma nel momento in cui ci fosse conversione alle nuove lire, i mutui a tasso fisso (buona parte), e i prestiti + in generale fatti dalla banca a tasso fisso rimangono a interessi ridicoli. Solo che ai depositanti in nuovelire devi dare i nuovi tassi, che io ipotizzo molto + alti degli attuali per i motivi sopracitati.

    Ed ecco che kaboom! stessa cosa vale per i titoli di stato a tasso fisso in pancia alle banche.

    Ora è vero che la banca beneficia dello stesso meccanismo per i suoi bond collocati a tasso fisso (sui quali paga poco) MA sono poca cosa rispetto al totale dei depositi, c'è mismatch DI TASSI, non tanto di CAMBIO, per le istituzioni finanziarie italiane con la nuova lira.

    E questo provoca una tragedia per quei bilanci. Anche nell'immediato, se devi far mark to market dei crediti attualizzati ai tassi precedenti, quanto il tuo tasso di riferimento è schizzato.
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  3. #12443
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    Citazione Originariamente Scritto da Luciom Visualizza Messaggio
    in quanto la chiave di lettura del populismo è inventare soluzioni inesistenti e dare la colpa agli altri per la mancata implementazione.
    Lucio cito questo stralcio del tuo post perche' dopo il video che ho ascoltato due volte ieri e postato qui nel topic,ho curiosita' di capire,anche solo parzialmente,le cose che stanno causando questa ondata oggettiva di populismo che pare si possa definire generalmente mondiale secondo me,o quantomeno in crescita in stati mediamente avanzati.Nel video parla di causa culturale,di sempre maggiore numero di media che per fare informazione e vendere il loro prodotto hanno bisogno del politico populista di turno,di + facilita' a reperire informazioni delle ruberie varie della politica(che probabilmente sono sempre state simili anche decenni addietro) grazie a internet.
    Che ne pensi in merito?

  4. #12444
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    Citazione Originariamente Scritto da vanbred Visualizza Messaggio
    Lucio cito questo stralcio del tuo post perche' dopo il video che ho ascoltato due volte ieri e postato qui nel topic,ho curiosita' di capire,anche solo parzialmente,le cose che stanno causando questa ondata oggettiva di populismo che pare si possa definire generalmente mondiale secondo me,o quantomeno in crescita in stati mediamente avanzati.Nel video parla di causa culturale,di sempre maggiore numero di media che per fare informazione e vendere il loro prodotto hanno bisogno del politico populista di turno,di + facilita' a reperire informazioni delle ruberie varie della politica(che probabilmente sono sempre state simili anche decenni addietro) grazie a internet.
    Che ne pensi in merito?
    Come puoi immaginare l'argomento è arci-discusso anche da parte di soggetti piuttosto capaci ad analizzare cose del genere, con esiti non banali, e poi c'è un problema di semantica (la definizione di populismo per esempio non è affatto banale nè condivisa).

    La mia opinione in merito è piuttosto articolata, dato che condivido che sia un argomento eccezionalmente importante oggi, ho cercato di farmi una opinione a tutto tondo sentendo davvero tante campane. Per questo mi scuso se non riesco a linkare granchè , andrebbero citate decine di fonti/analisi, ma onestamente sarebbe un pò troppo lavoro farlo.

    I temi sono tanti e sovrapposti, non c'è un posto "giusto" dal quale iniziare, ma devo iniziare da qualche parte.

    Partiamo con l'ipotesi che il populismo sia in ascesa negli stati avanzati. (HP1)

    Ritengo che questa ipotesi non sia corretta, e spiego perchè. In ordine sparso:

    1) In giappone non c'è traccia di populismo comunque lo si voglia definire, ed è la seconda/terza economia del mondo
    2) Situazione molto simile in australia/canada, top 10 del mondo come pil pro capite tra i paesi non micro
    3) Svezia norvegia e danimarca sembrano meno populisti di qualche decennio fa (vedi dopo per l'uso del termine populismo per riferirsi anche allo statalismo estremo)
    4) Brasile argentina cile (le economie principali del sud america) sembrano meno populiste di 10, 20, 30 anni fa.

    5) Non tutti i partiti "nuovii" e in contrapposizione con i partiti tradizionali sono populisti. Per esempio AfD, la destra un pò estrema tedesca, per me non può essere definito un partito populista proprio per niente

    6) Esempi di populismo nel passato relativamente recente li abbiamo in modo pesante, tali che se non era populismo quello, nulla oggi è populismo, solo che all'epoca non lo definivamo tale, su tutti Berlusconi e Nixon. In questa lettura, se berlusconi e nixon erano decisamente populisti, non è che ora le cose vadano particolarmente peggio in usa e italia.

    7) Anche in uk, dove ha vinto brexit (che, concordo, è un esempio di risultato legato a un eccesso di populismo), l'anno prima alle elezioni hanno vinto tutti i seggi partiti tradizionali, che esistono da secoli (SNP "solo" da 80 anni). Tories, labour, liberal, partito scozzese han preso tutti i seggi o quasi. Quindi per chi vuole definire il populismo come lo sconvolgimento dei normali equilibri di potere tra i partiti tradizionali, come può UK essere un esempio?

    8) In generale, come avrai intuito, ritengo che nelle democrazie universali ci sia semrpe stata una pulsione + o - forte alla demagogia e al raccontare palle e al semplificare in modo imbarazzante per prendere voti da parte di alcune o tutte le forze politiche nei vari momenti storici, non mi pare una novità di oggi e soprattutto in aggregato nei paesi occidentali non mi pare che oggi questo avvenga + del solito.

    ///

    Ma quindi se non è una risorgenza populista quella che stiamo vivendo, cos'è? visto che in effetti qualcosa di diverso pare sia successo...

    Sì, qualcosa di diverso pare sia successo anche a me. Cosa? la rottura di un meccanismo sociale estremamente rilevante, quello della "political correctness" come strumento di controllo dei contenuti del dialogo politico. Notare che anche qui, NON è la prima volta. E' qualcosa di molto simile a quello che è successo negli anni 60.

    Prova a pensarci... rottura dei taboo, stravolgimento della scala valoriale, azioni e parole coese allo scopo di cambiare gli equilibri di status sociale. HP2

    L'unica differenza con gli anni 60? negli anni 60 tale cambiamento era concentrato in una fetta ben definita in termini di età di popolazione. Oggi è concentrato in modo vario a seconda dei paesi, ci sono elementi netti e chiari che accomunano gli attuali "protestanti", ma non necessariamente tra paesi (come invece era negli anni 60).

    Per es. in italia sono i giovani a essere attratti dal "populismo" (meglio, come ho provato a spiegare ora, dire invece alla piccola rivolta culturale in corso), in usa e uk gli anziani. Quindi sì, questa è una differenza rilevante rispetto agli eventi degli anni 60, ma mi pare sia l'unica.

    Per il resto, è in corso qualcosa di simile al '68. Una rivoluzione culturale in un sub-strato della popolazione che fa "guerra" sociale al resto della società perchè in disaccordo sui alcuni principi fondamentali prima ritenuti mainstream e condivisi.

    Quali sono questi principi ai quali i "populisti" fanno guerra, attualmente?

    1) Globalismo, tipicamente i movimenti di rivolta attuali sono nazionalisti

    2) Tecnocrazia. Quasi ovunque i movimenti di rivolta sono contrari a un ruolo prominente degli esperti nel decidere cosa è giusto o sbagliato, negano l'importanza e l'utilità dell'opinione di chi ha dedicato la sua vita a studiare qualcosa, pensano di poter decidere meglio loro seguendo i loro gusti e opinioni, e ritengono che gli esperti siano in una sorta di cospirazione contro il popolo. Brexit qui spicca , con l'odio e il disprezzo per le opinioni degli esperti espresso proprio in modo palese dai leader del movimento per il leave.

    3) Cambiamento dello status sociale relativo. Quasi tutti i movimenti di rivolta attuali si organizzano attorno a demografie che (a volte correttamente, a volte sbagliando pure quello) pensano di "averci rimesso" dagli eventi socio-economici degli ultimi decenni. In pratica è una sorta di movimento di contro-riforma, gruppi sociali convinti di averci rimesso (a causa di 1) e 2) + che altro) si organizzano per ripristinare i "bei tempi andati". Se noti è quasi onnipresente una forte nostalgia, nei movimenti populisti. Anche qui brexit spicca.

    Insieme a questo c'è un razzismo (non particolarmente strisciante in alcuni casi) che emerge (possiamo vederlo come la reazione estrema a 1) ), un inno alla stupidità che emerge, Di Maio è un esempio perfetto (reazione estrema a 2) ) e l'attacco a quei gruppi il cui status relativo è salito, senza danneggiare nessuno, ma che vengono messi in mezzo perchè "ormai che ci siamo perchè fermarci", omofobia come esempio estremo di 3).

    Ma 3) non è populismo, è la + classica delle lotte tra gruppi in una società, meccanismo sempre esistito (sì, sono marxiano nell'analisi storico-politica). 1) è un "semplice" argomento di preferenze, ed è un tema che almeno in usa era discusso anche negli anni 20 (del secolo scorso). Non è populista (non di per sè) essere anti-globalizzazione.

    ///

    Ora è successo qualcosa che ha prodotto terreno fertile per l'arrivo di questi cambiamenti? qualcosa direi di sì

    1) I redditi di alcuni strati della popolazione hanno stagnato a lungo in vari paesi avanzati

    2) I media sono crollati come rilevanza e popolarità perchè fare concorrenza al gratis non è facile e ti "distrugge"

    3) Internet ha creato meccanismi prima di difficile applicazione pratica

    Mi voglio focalizzare su 3) (per 2), è pieno di fonti in giro che spiegano il disastro dei media, per 1) anche).

    Con 3) intendo qualcosa che tipicamente non viene espresso nel modo in cui farò io. Intendo che l'effetto politicamente cruciale ottenuto da internet è stato quello di far incontrare tra loro persone nelle quali albergavano sentimenti socialmente odiati, che tenevano per se. Internet ha distrutto il velo della vergogna nell'avere determinate posizioni. Se prima sentivi una pressione sociale nell'esprimere determinate tesi e sapevi che saresti stato insultato dal tuo prossimo o marginalizzato, ti potevi pure convincere di avere tu qualcosa che non andava nel fare tue determinate tesi e te ne stavi perlo+ zitto. Acnhe perchè i pochi che parlavano erano estremisti assoluti che pure tu ritenevi esagerati (pensiamo al tizio "un pò razzista" che però riteneva KKK o simili cmq delle aberrazioni). Oggi con internet scopri che è letteralmente pieno di altre persone "di merda" come te che hanno posizioni simili. Anche se magari minoranza, trovi letteralmente milioni di persone che la pensano come te. Questo rafforza la tua posizione, la fa uscire dall'armadio, non ti fa + provare profonda vergogna e rischio di essere esiliato socialmente.

    In pratica internet consente a chi ha una posizione di merda, disgustosa, disprezzata dalla società di trovare tanti altri che concordano con lui e di sentirsi meno sbagliato. Questo rafforza le posizioni di merda a discapito del mainstream.

    PERO', va sottolineato che questo funziona solo se la gente comunque partiva con posizioni di merda. Non le genera.

    Quindi la mia idea è che internet ha "solo" fatto venire fuori quante persone esistono che dentro, nel loro intimo, accarezzavano ideali e scale valoriali disgustose e in netto contrasto col mainstream.

    Prima ti costava il posto di lavoro, il partner, le relazioni umane con il vicinato esprimerti in modo socialmente disgustoso. Ora lo fai online e per strada godi comunque dei benefici della società che contesti, puoi rivoltarti senza conseguenze.

    Il tizio "capellone" cannato anni 60 pagava il prezzo delle sue scelte. Chi posta commenti razzisti su facebook no.
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  5. #12445
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    Se ho ragione ed è HP2 in corso e non HP1, molto del dibattito attuale perde il senso per strada e non descrive correttamente le dinamiche in corso.

    Se è HP2, hai una lotta tra parti della società, un tentativo di cambiare le cose.

    Se è HP1, hai dei coglioni lobotimizzati portati dal populismo a votare per stronzate. E basta.

    Notare che coglioni lobotimizzati che votano a caso magari anche contro il loro interesse sono sempre esistiti in gran numero ed è plausibile esistano anche se è HP2. E tanti di loro non votano "populista". Non è che la base elettorale della merkel, o della clinton, o del pd sia tutta composta di persone sveglie (L O L).

    Definire populista e basta l'avversario e fermarsi lì è un pò un modo di dire "oppo è un cretino, basta quello per non votarlo". In alcuni casi può pure essere giusto (M5S per esempio), ma in tanti altri no.

    Trump per dire non è + populista di tanti altri repubblicani che lo hanno precedeuto, la sua base elettorale è sempre quella che vota repubblicano da decenni, le sue proposte politiche commercio internazionale a parte sono parte dell'offerta repubblicana da anni, certamente trump è stato votato da tanti coglioni ma questo non basta.

    Se invece leggiamo lo zoccolo duro dei trumpisti, dei repubblicani in genere, come un movimento di controriforma che vuole proprio tornare indietro di decenni a un momento in cui il privilegio per gli etero bianchi era + alto, ecco che tutto torna molto di +.

    E diventa una lotta politica + "normale", tra scale valoriali diverse, con la parte non-mainstream che non si vergogna nemmeno + ormai di dire le cose come stanno. I negri al loro posto, un pò + donne a casa a crescere i figli, e che i froci ringrazino se nel privato li "facciamo fare" ma che non esagerino, al parco a baciarsi non voglio che i miei figli li vedano.

    E se per avere un reddito che sale qualcosa di + devo peggiorare la qualità della vita in modo drammatico di qualche miliardo di residenti fuori dal mio paese, beh fanculo, non rinuncio a una pizza per ridurre in modo drastico la mortalità infantile in india, non me ne frega un cazzo, anzi sono già troppi, pure se muoiono che cambia? e poi han la pelle marrone.

    E poi se magari è sbagliato e non aumenta nemmeno il mio reddito rovinando gli indiani, beh sti cazzi, comunque sono indiani, hanno la pelle marrone, che stiano al loro posto dove li ha messi dio, che se li avesse apprezzati avrebbe portato loro il cristianesimo invece di una dea vendicativa con 6 braccia e di dei-animali di vario tipo come le tribù africane.

    Questo è populismo, o è la pura essenza dell'essere reazionari?
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  6. #12446
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    I media sono crollati come rilevanza e popolarità perchè fare concorrenza al gratis non è facile e ti "distrugge"

    Questo è IL punto secondo me.

    Internet ha innescato il circolo vizioso del pugno di click. Quella cosa per cui l'informazione, oggi giorno deve:

    a) competere in maniera feroce

    b) informare gratis

    L'elemento competitivo non esisteva prima di internet. In base al proprio credo politico si sceglieva il giornale da comprare in edicola o il tg da guardare in tv. Oggi internet o il rullo di fb, ti propinano notizie di un certo tipo anche se non vorresti leggerle, grazie ad un mi piace di un mio amico. Gli ideali vengono costantemente bombardati da una miriade di informazioni che vuoi per assenza di tempo, vuoi per assenza di giudizio critico, finiscono per mediare sempre più al ribasso i punti cardini di un certo credo politico.

    Voglio dire: se sai che l'accoglienza dei migranti è un fatto di umanità, ma leggi costantemente dei migranti in alberghi 5s, prima o poi finirai col porti il dubbio che forse stai sbagliando qualcosa tu e alla prima occasione esordirai dicendo "io sono pro-accoglienza PERO'..." dove quel però è l'effetto degli articoli di merda che ti son capitati davanti agli occhi.

    L'altro punto è la natura gratuita delle informazioni. Si è creato quel circolo vizioso al ribasso per cui ciò che conta sono i click e tutto il resto conta nulla. La visita di X in Y non fa notizia. Se X cade scatta l'articolo, altrimenti nulla. Quando ti abitui a mangiare merda, dopo un po' finirà per farti schifo anche la nutella.

    Quando i giornali hanno capito che l'approfondimento drena risorse e produce 0 (ed io nel mio piccolo l'ho sperimentato*) hanno smesso di farli a vantaggio di gallery, pezzi aizzacommenti etc.

    Questa strategia aziendale ha infettato tutte le testate italiane con effetti devastanti per il tessuto sociale. Perchè ormai tutti noi sappiamo indicare 1 fonte ritenuta ok in passato, che ha sputato una notizia falsa forse perchè prezzolata da chi aveva interessi nella pubblicazione di quella notizia.

    La delegittimazione delle fonti apre le porte ad un vero e proprio liberi tutti in cui l'opinione è sacrosanta prima del diritto di opinione e della validità dell'opinione stessa. E quando le cose stanno così, gli ideali che definiamo "popolusti" non c'è cazzo che tenga: torneranno a ri-attirare verso di se una parte di elettorato.

    *la scorsa estate scrivevo approfondimenti sportivi per un siti abb grosso italiano (probabilmente se mi avete su fb sapete di che parlo). La collaborazione da "fissa" divenne occasionale perchè un mio approfondimento, per quanto bello, curato e ben commentato dalla gente, faceva zilioni di click in meno rispetto al tatuaggio di ciccio brienza.

    Il mese scorso mi sono candidato per un posto in una redazione di una testata sportiva online. Nonostante avessi messo in chiaro che non mi andava di scrivere flash news, sono finito a scriverle perchè quello è quello che tiene in piedi la baracca. E quando ero al pc a preparare ste flash news (che cmq tanto mi hanno dato a livello di capacità di scrittura) mi sono reso conto di quanto approssimativi si debba essere e di quanto falsi si debba essere, per far "bene" quel lavoro lì. ... ... Avendo una morale, dopo 2 settimane, ho ringraziato e quittato ... ...
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  7. #12447
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    yomik anche per i media vale il discorso del "tirare fuori quel che c'era già".

    Io non credo alla tesi per la quale il povero buonanima viene catapultato in un mondo di brutti e cattivi e diventa razzista perchè legge i post su FB, mentre sarebbe stata una bella persona senza FB.

    Credo invece, e ci sono studi a riguardo, che l'offerta di notizie gratis si sia plasmata sulla domanda e non viceversa, perchè è pieno di persone di merda che hanno sempre pensato che ci fosse lo zampino degli scuri di pelle nel loro calo percepito di qualità delle vita e cercano semplicemente conferme in merito.

    E questo vale anche per il resto.

    Quel che è cambiato rispetto a prima è che ora ti riesci a isolare di + dalla opinione opposta alla tua e quindi puoi tendere ad estremizzarti, quello sì. Con il meccanismo dei like e gli algoritmi che ti presentano le cose basandosi sulla tua storia di lettura puoi non avere mai exposure alla tesi opposta spiegata bene.

    Però che di base fossi già tendente verso una determinata direzione, quello per me è indubbio.

    Questo è l'aspetto cruciale che tendo a vedere enormemente sottovalutato: l'internet non ha GENERATO dei mostri, ha portato allo scoperto il fatto che nelle democrazie avanzate abitano in mezzo a noi milioni di MOSTRI DA SEMPRE, cosa che i meccanismi precedentemente in atto tendevano a coprire.
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  8. #12448
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    No non la penso come te.

    Prendi la polarizzazione politica che scatta in seguito all'indignazione. Come puoi credere che quella roba lì non si sia generata dalle fake news?

    Caso fresco fresco: i 2 che hanno ammazzato il tizio a roma fuori dalla disco. Per 2 giorni c'erano albanesi di mezzo e giù di menate sul controllo delle frontiere, stranieri etc. Ebbene non c'era alcuno straniero, forse nemmeno il buttafuori.

    Non puoi dirmi che ogni granello di convinzione in più che si aggrega al nucleo di chi crede nel controllo delle frontiere come valore, non sia stato generato da internet.

    Ora io capisco che questo fenomeno si genera solo se, come dici tu, di base c'era più o meno una qualche vaga idea di "sovranità" simile, ma il discorso è: senza internet e senza i mostri che si sono generati per questioni di click baiting, la gente avrebbe approfondito le convinzioni? Avrebbe agito creando la spaccatura sociale che viviamo? Avrebbe votato in questo modo?

    Io credo proprio di no.

    Inoltre non credo nel meccanismo secondo il quale sono stati i media a modellarsi sulla domanda.

    Per me esiste un giorno/mese/anno in cui sul mercato compaiono le flash news, un analista estasiato ne bolla l'efficacia in termini di revenue e la sera stessa c'è la riunione di redazione nella quale viene presa la decisione di virare verso contenuti sempre più corti, sempre più triggeranti, sempre più dotati di titoli da click baiting.

    So che le mie tesi sono estreme (quasi complottistiche sulla natura dello switch da informazione ok-ish, finanche di parte, a informazione spazzatura) ma vedo un mondo che gira attorno all'economia che lo regola (pubblicità, abbonamenti, click etc) e non mi convinco che questo sia un semplice passaggio evolutivo di stampa.
    Chi ha assimilato il concetto di lungo periodo nel poker e lo applica alla vita reale, farà scelte sempre migliori degli altri; a volte il risultato sarà positivo a volte no, perchè come ho detto la varianza real life è molto + sick della varianza a poker; ma intanto costui saprà andare dritto sulla sua strada e nel long term avrà sempre ragione su chi basa le proprie scelte sui results immediati.

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  9. #12449
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    Inoltre non credo nel meccanismo secondo il quale sono stati i media a modellarsi sulla domanda.

    Per me esiste un giorno/mese/anno in cui sul mercato compaiono le flash news, un analista estasiato ne bolla l'efficacia in termini di revenue e la sera stessa c'è la riunione di redazione nella quale viene presa la decisione di virare verso contenuti sempre più corti, sempre più triggeranti, sempre più dotati di titoli da click baiting.
    E questo meccanismo che hai descritto che cos'è, se non proprio adattarsi/modellarsi alla domanda?

    Quando decidi di dare alla gente non quello che "dovresti" darle (in termini di rilevanza e così via) ma quello che "ti conviene" darle (perché genera più traffico, quindi più revenue) ti stai adattando alla domanda, né più né meno.
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  10. #12450
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    No non la penso come te.

    Prendi la polarizzazione politica che scatta in seguito all'indignazione. Come puoi credere che quella roba lì non si sia generata dalle fake news?

    Caso fresco fresco: i 2 che hanno ammazzato il tizio a roma fuori dalla disco. Per 2 giorni c'erano albanesi di mezzo e giù di menate sul controllo delle frontiere, stranieri etc. Ebbene non c'era alcuno straniero, forse nemmeno il buttafuori.

    Non puoi dirmi che ogni granello di convinzione in più che si aggrega al nucleo di chi crede nel controllo delle frontiere come valore, non sia stato generato da internet.

    Ora io capisco che questo fenomeno si genera solo se, come dici tu, di base c'era più o meno una qualche vaga idea di "sovranità" simile, ma il discorso è: senza internet e senza i mostri che si sono generati per questioni di click baiting, la gente avrebbe approfondito le convinzioni? Avrebbe agito creando la spaccatura sociale che viviamo? Avrebbe votato in questo modo?

    Io credo proprio di no.

    Inoltre non credo nel meccanismo secondo il quale sono stati i media a modellarsi sulla domanda.

    Per me esiste un giorno/mese/anno in cui sul mercato compaiono le flash news, un analista estasiato ne bolla l'efficacia in termini di revenue e la sera stessa c'è la riunione di redazione nella quale viene presa la decisione di virare verso contenuti sempre più corti, sempre più triggeranti, sempre più dotati di titoli da click baiting.

    So che le mie tesi sono estreme (quasi complottistiche sulla natura dello switch da informazione ok-ish, finanche di parte, a informazione spazzatura) ma vedo un mondo che gira attorno all'economia che lo regola (pubblicità, abbonamenti, click etc) e non mi convinco che questo sia un semplice passaggio evolutivo di stampa.
    1977 , bologna, quando prima di internet non c'era polarizzazione nè fake news, e si viveva tranquilli



    2002, roma, quando prima di facebook, flashnews,e fake news le posizioni sui temi economici erano lasciate in mano agli esperti capaci e non al popolame imbelle

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  11. #12451
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    Citazione Originariamente Scritto da Pierelfo Visualizza Messaggio
    E questo meccanismo che hai descritto che cos'è, se non proprio adattarsi/modellarsi alla domanda?

    Quando decidi di dare alla gente non quello che "dovresti" darle (in termini di rilevanza e così via) ma quello che "ti conviene" darle (perché genera più traffico, quindi più revenue) ti stai adattando alla domanda, né più né meno.
    Non ha chiaro che se una scelta genera + click, significa che soddisfa meglio la domanda, e che quindi è la presenza di domanda che ha generato quella scelta non viceversa.
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  12. #12452
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    Prolly mi sono espresso male io e l'esempio non è stato calzante.

    Torno quando avrò chiaro in mente cosa intendo dire.
    Chi ha assimilato il concetto di lungo periodo nel poker e lo applica alla vita reale, farà scelte sempre migliori degli altri; a volte il risultato sarà positivo a volte no, perchè come ho detto la varianza real life è molto + sick della varianza a poker; ma intanto costui saprà andare dritto sulla sua strada e nel long term avrà sempre ragione su chi basa le proprie scelte sui results immediati.

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  13. #12453
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    Citazione Originariamente Scritto da yomik Visualizza Messaggio
    Prolly mi sono espresso male io e l'esempio non è stato calzante.

    Torno quando avrò chiaro in mente cosa intendo dire.
    Io ho capito cosa intendi ed è una tesi abbastanza diffusa.

    Tu ritieni che gli strumenti odierni siano stati usati per generare posizioni che erano solo accennate nella popolazione, apposta per creare la domanda che poi porta a clickare.

    Io non nego l'aspetto dell'estremizzazione che si genera con gli strumenti odierni (l'ho indicato), nego che sia nata la gallina prima dell'uovo.

    Nego una etero-direzionalità , una pianificazione a tavolino degli eventi da parte dei mediia. Lo faccio perchè vedo i media come disperati alla ricerca spasmodica di un modo per salvare il salvabile, non come imponenti colossi super-efficienti nella manipolazione di massa.

    Penso che la descrizione + adeguata degli eventi sia che i media hanno provato di tutto e quello che funzionava erano notizie brevi, inutili, dove la gente clickava leggendo perlo+ solo i titoli, su temi "shocking" di vario tipo, e abbiano proseguito in quella direzione solo perchè così dovevano licenziare meno dipendenti e andavano falliti + tardi, non per altri motivi cospirativi strani.
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  14. #12454
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    Assad che usa il gas mi sa che mi farà passare per complottista...

    Io faccio fatica a credere ad una cosa simile. Se mi dicessero "è l'imboscata di Vladimir per deporlo", per dire, ci crederei molto di più. Non ha senso lanciarsi in una roba che a livello mondiale ti manda ko la credibilità, per cosa? 100 morti? Nessun vantaggio militare in un posto che molto probabilmente è perso per sempre?
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  15. #12455
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    Non ha alcun senso, soprattutto dopo aver ripreso Aleppo e Palmira ed essere così vicino alla vittoria

  16. #12456
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    Molto probabilmente era un deposito chimico dei ribelli, ci sono foto e video di bunker scavati nella roccia altro che zona di civili.
    Solita storia.
    Tra l'altro oggi è un giorno speciale per me, per la prima volta sono d'accordo con Salvini.
    Discutere con un idiota è una perdita di tempo:ti abbesseresti al suo livello e lui vincerebbe per esperienza.
    Quindi lavorate per l'armonia invece di fare i coatti che spewano col gippone nella speranza che col rosso non passi nessuno.

    1 + 2 = 6
    4 + 3 = 10
    7 + 1 = 7
    0 + 2 = ciccio di nonna papera

    (Raistlin power)

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    4 + 3 = 10
    7 + 1 = 7
    0 + 2 =

    "è la struttura dei newturbo....."

    (alternative clong.71)

  17. #12457
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    Citazione Originariamente Scritto da Luciom Visualizza Messaggio
    Penso che l'euro come moneta abbia elevatissime probabilità di sopravvivenza, lo stesso non è necessariamente vero per l'appartenenza all'area euro di tutti gli attuali membri.

    Se vogliamo, la probabilità che tra 10 anni ci sia ancora un euro per me è sopra il 99.9%, se con euro intendiamo un numero non esiguo (5+?) di nazioni anche facenti parte dell'unione europea, con valuta comune.

    In sostanza, germania, austria, lussemburgo e olanda, e probabilmente vari altri paesi (finlandia per es.) avranno la stessa valuta quasi certamente anche nel futuro.

    Che di questa valuta facciano parte nel futuro anche paesi come francia, italia, portogallo, grecia, cipro etc non è automatico ma lo ritengo comunque decisamente probabile per ciascuno di questi paesi.

    Ma la probabilità che almeno uno esca da qui a 10 anni non la vedo particolarmente bassa, probabilmente attorno al coinflip. Con grecia e cipro tra i + papabili per l'uscita.

    ///

    Della tabella che hai messo, concordo con la prima e terza casella per l'italia decisamente non con la seconda che mi pare mostruoso sia "no risk", io la vedo rossa fuoco proprio.

    Leggendo il paper, che mi sembra scritto in modo ragionevole con le ipotesi esplicitate e quindi analizzabili dall'esterno, vedo un "glaring hole" nell'analisi, quantomeno per quel che riguarda l'italia.

    Di primo acchito, quello che misurano correttamente corrisponderebbe a un rischio limitato/nullo per le società finanziarie italiane, in quanto l'esposizione a debito in valuta estera non è enorme, e in quanto stimano che il cambio rimarrebbe immutato (CETERIS PARIBUS) rispetto al basket di valute ex-componenti dell'euro (e questo non è assurdo).

    Notare però che si analizza un break-up condiviso non l'uscita dei singoli qui con tutte le sue problematiche di second'ordine.

    Ora quello che manca, per l'italia, è il fatto che per via della maggior libertà d'azione generata dall'uscita dall'euro, c'è altissima probabilità (certezza?) che la politica tornerebbe a fare quello che ha sempre fatto pre-euro, ovvero spesa pubblica allegra, svalutazioni competitive.

    IN QUELLA IPOTESI, la struttura dei tassi delle neolire non sarebbe quella attuale dell'euro.

    Se si concorda con questo, cambio a parte (Che concordo non essere di rilevanza primaria per la tenuta dei bilanci delle società finanziarie), quel che succede è che , semplificando, con lex monetae gli istituti si trovano con una marea di crediti a interessi bassi contratti con l'euro, e una struttura di liabilities in lire con tassi molto + alti. Un disastro assoluto insomma, un massacro, un default dopo l'altro.

    Faccio un esempio semplice per capirci: una banca con mutui in euro attualmente paga i depositanti 0, o 1% (in eur) e prende il 2-3-4% da chi ha fatto mutuo. A volte si copre ulteriormente con strumenti vari per il rischio tassi di medio-lungo, a volte no.

    Ma nel momento in cui ci fosse conversione alle nuove lire, i mutui a tasso fisso (buona parte), e i prestiti + in generale fatti dalla banca a tasso fisso rimangono a interessi ridicoli. Solo che ai depositanti in nuovelire devi dare i nuovi tassi, che io ipotizzo molto + alti degli attuali per i motivi sopracitati.

    Ed ecco che kaboom! stessa cosa vale per i titoli di stato a tasso fisso in pancia alle banche.

    Ora è vero che la banca beneficia dello stesso meccanismo per i suoi bond collocati a tasso fisso (sui quali paga poco) MA sono poca cosa rispetto al totale dei depositi, c'è mismatch DI TASSI, non tanto di CAMBIO, per le istituzioni finanziarie italiane con la nuova lira.

    E questo provoca una tragedia per quei bilanci. Anche nell'immediato, se devi far mark to market dei crediti attualizzati ai tassi precedenti, quanto il tuo tasso di riferimento è schizzato.
    Lucio a mio avviso dobbiamo considerare un ulteriore fattore sull'esempio da te riportato, vale a dire l'inflazione attesa a seguito dell'uscita unilaterale; un mutuo contratto in euro e convertito in "neolire" beneficerebbe dell'inflazione che si presume, perlomeno nei primi anni dell'uscita, particolarmente elevata, rendendo cosi il debito residuo meno pesante per il debitore in termini reali, per ciò che concerne i mutui ed i finanziamenti a tasso fisso.

  18. #12458
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    A leggere le dichiarazioni soprattutto Usa pare che ad Assad gliel'abbiano combinata. E tutto sommato va bene anche così visto il personaggio.

    Adesso però voglio capire che sarà la Siria alla fine del conflitto. Uno stato federale? Una polveriera e basta?
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  19. #12459
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    Citazione Originariamente Scritto da vikten84 Visualizza Messaggio
    Lucio a mio avviso dobbiamo considerare un ulteriore fattore sull'esempio da te riportato, vale a dire l'inflazione attesa a seguito dell'uscita unilaterale; un mutuo contratto in euro e convertito in "neolire" beneficerebbe dell'inflazione che si presume, perlomeno nei primi anni dell'uscita, particolarmente elevata, rendendo cosi il debito residuo meno pesante per il debitore in termini reali, per ciò che concerne i mutui ed i finanziamenti a tasso fisso.
    Certo che il debitore beneficia se la banca va schienata,è a somma zero. Ma è appunto la somma di quei benefici in capo ai debitori che manda schienato il sistema bancario.
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  20. #12460
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    Io non sono sicuro di quale sia la lettura giusta riguardo le armi chimiche e assad ma sono quasi sicuro che c'entra qualcosa il fatto che Bannon è stato cacciato dal national security council.
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