Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.
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Discussione: This is my life, Gi01

  1. #221
    Monkey Tilt L'avatar di upsetall
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    Citazione Originariamente Scritto da Sculacciacciughe Visualizza Messaggio
    Sai, scrivere up senza senso (sapendo benissimo che gi01, se e quando vorrà, continuerà la sua storia) merita una risposta all'altezza del senso che hai dentro. O
    qual'è il TUO problema se uno vuole riuppare il 3d?

    non credo dia fastidio a nessuno, tantomeno a Gi01
    "Sciabolavo crystal mo rubo le peroni"

    Il mio cervello è talmente superiore che ha capito che quello che viene chiamato stimolo sofisticato è una ricerca di palliativi per riempire vuoti legati alle cose molte semplici, che si esprimono con una semplice frase: stare veramente bene con sè stessi. [Luciom]

    Make a plan, try it, refine it and try again. That's the only road to winning.

  2. #222
    Fish L'avatar di sononegato
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    ho iniziato a leggere questo 3D solo oggi, dall'ultimo cap mancavano tante pagine e pensavo: wow, ci saranno ancora un sacco di capitoli..
    non avevo fatto i conti con i rosiconi.
    beh...è stato cmq divertente leggerti giulio, spero tu possa cambiare idea.

  3. #223
    Cbet VIP User L'avatar di Gi01
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    Super-Disclaimer: non so nemmeno perché sto pubblicando questo pezzo a distanza di anni dall’ultimo, o meglio lo so ma sono moderatamente certo che si tratterà di un’eccezione. Avevo voglia di scrivere, una serie di coincidenze mi ha spinto a farlo. Valga tutto quanto detto in passato, qui a scrivere è Giulio Astarita, Gi01 se preferite, non un room manager, director o altro titolo di vostro piacere. Non farò un recap, fate molto prima a salire di qualche altro post e leggere se vi interessa – vi dirò, rileggendomi un po’ di cose le avrei scritte in maniera diversa, ma a tutt’ora mi sembra qualitativamente decente.

    Il poker in Italia sembrava essere proprio diventato un potenziale business, e alcune room si lanciavano in primordiali iniziative di marketing dal dubbio gusto ma anche in idee ben più sensate.
    Tra le prime che, con successo, si propose nella penisola vi fu Everest Poker, all’epoca guidata da Claudia Collina, una simpatica ragazza che magari di poker non sapeva tantissimo, ma di voglia di fare ne aveva eccome. E così, la room della montagna si inventò il primo esempio di sinergia sovranazionale, creando l’EPEC – Everest Poker European Championship (nessuno nota analogie con altri tour di poker, all’epoca non brandizzati?), che era nulla più di un “piccolissimo” freeroll da 50.000€ a Barcellona, dedicato a tutti i neonati giocatori Europei. Come qualificarsi? Ma ovviamente facendo rake online, vincendo freeroll e tornei vari… e giocando dal vivo.
    Come dal vivo? Ma da quand’è che si gioca a poker dal vivo in Italia?

    Beh, siamo ad aprile 2006. Luca Pagano non ha ancora organizzato neanche il primo torneo a Sanremo, eppure qualche timido tentativo nei circoli (all’epoca, senza alcuna normativa che non ne permettesse l’apertura) si comincia a vedere. Magari appoggiandosi a locali che facessero altro. Everest “crea” alcuni freeroll in tutta Italia, con i vincitori che si qualificheranno per la finale dell’EPEC. Io, ormai in rush mentale di amore per questo gioco, mi armo di macchina e un sabato pomeriggio dal mio rifugio in provincia di Torino me ne vado a Milano a giocare in uno stanzone. Diversi giocatori si presentano al torneo, a memoria un po’ meno di cento, e la struttura nonché la situazione farebbero sorridere chiunque, oggi. Non vi sono dealer (del resto, cosa diavolo è un dealer di poker?), quindi tutti i tavoli danno carte a rotazione dal bottone. Così i rilanci, i bui e via dicendo, per quanto dei “pseudo” floorman girino per verificare che si evitino strafalcioni. 3000 chips, bui 50-100 e livelli da 15 minuti. Il mio torneo dura poco più di 2 livelli, ma non era del resto pensabile di avere chissà quale edge. Tuttavia la mia mente nota che forse dovrei adottare alcune strategie lievemente diverse da quelle che utilizzo online, evitando di mettere pressione da subito ed evitando di inventarmi qualsiasi mano. E’ un freeroll, e anche se online ne gioco dal vivo sembrano esservi comportamenti diversi.
    E’ sabato pomeriggio, e dato che sono player out ne approfitto per fare due chiacchiere con Claudia, tempestandola di domande su organizzazione, poker, come funziona, come non funziona. Molto tempo dopo vidi in quella chiacchierata il momento preciso in cui decisi di lavorare nel poker, all’epoca ero solo un 27enne con un hobby. Ma dopo questa lunga chiacchierata, Claudia mi lascia il suo MSN (non esisteva nemmeno Facebook) e mi preannuncia che al 90% avrebbero organizzato un altro freeroll a Torino. E qui entra in gioco Italian Rounders.

    Bisogna essere nel mondo del poker da più di 6 anni per sapere quale sia l’origine di IR, e probabilmente non più di 2-3 persone ne possono sapere più di me. Italian Rounders nasce da un’idea di Fabio "Asi" Asinardi, un ragazzo piemontese con molte idee e poche capacità organizzative ma con un sogno che mi piace e non poco: aprire circoli di “Rounders” Italiani in tutta Italia, coordinandoli centralmente, normandoli, organizzando campionati. Tradotto nulla più e meno delle famigerate “Federazioni” che si sono viste (e che misteriosamente si vedono ancora), solo che Fabio, 22enne, fu il primo in assoluto a pensarlo, in un modo forse naive ma vi assicuro molto genuino. Manco si sapeva se si poteva organizzare un torneo, Fabio rilanciò con l’apertura dei circoli.

    E la prima “collaborazione” fu in un circolo di Bridge a Torino, che non solo avrebbe organizzato il freeroll EPEC, ma che 1-2 sere a settimana avrebbe offerto un piccolo torneo. La mia mente era ormai assolutamente lanciata in questo universo, sentivo dentro me quasi l’obbligo morale di fare il possibile perché questo stupendo gioco, che ormai conoscevo da 4 anni, diventasse qualcosa di cui andare fieri in pubblico. Su Assopoker feci il possibile per convincere quanta gente possibile a partecipare, e sabato 20 Maggio 2006 pomeriggio mi diressi al circolo di piazza Lagrange felicissimo di poter giocare a poker dal vivo. Rividi alcuni dei giocatori presenti a Milano, e intravidi alcuni giocatori molto giovani piemontesi con cui mi intrattenni a parlare di tecnica (immaginate voi), oltre al buon Asi facevano la loro figura persone e nick che a molti non diranno molto ma che all’epoca erano il poker italiano. Tra loro, ricordo con grande affetto Davide “Fisico81” e Angelo "MrBronx", ma non erano i soli a partecipare a quel freeroll che vide 72 giocatori allo start; fattore non del tutto ininfluente, convinco Claudia ad aumentare i livelli a 20 minuti e a dare qualche chip in più perché il freeroll di Milano era durato troppo poco. Si, già rompevo le palle

    Favorito da un draw sicuramente buono, riesco a fare subito chips con giocatori che non avevano letteralmente idea di cosa stessero facendo. Accumulo chips fino a che non si verifica una mano a suo modo storica, che ricordo tutt’ora con una precisione misteriosa. Siamo in 8 al tavolo, vi sono diversi limp ed io da piccolo buio spillo 99. Ho uno stack sopra average, che sarà stata appena sopra le 4000 chips (io ne ho circa 8000), qui nessuno sa una mazza di limping range, isolation, combo e qualsiasi altro termine vi venga mente: ho solo una buona mano che so di dover rilanciare, perché so bene quali sono le odds (quanto ero avanti!) che io faccia set al flop, meglio vincere ora. Rilancio a 1200 su BB 200, qualcosa che in genere mi aveva permesso di fare chips, quando il grande buio conta sommessamente le sue chip, gesticola, si agita e infine con fare quasi scazzato annuncia “Allin”. I vari limper foldano e la parola torna a me. Conto il suo rilancio, 3000 totali, e so che praticamente devo chiamare. Una 3bet è una mossa davvero avveniristica, e non è che proprio mi senta a mio agio, ma il piatto è enorme e questo ragazzo sembra assolutamente nervoso, continua ad agitarsi e a scuotersi. Chiamo. Con mia notevole sorpresa gira KJ di quadri, e pensate che io so anche cosa sia un flip, e il board esce superbianco permettendomi di incamerare un piatto “mostruoso” andando probabilmente chipleader del torneo.
    Caso volle che fosse l’ultima mano prima di una breve pausa, e chiesi a questo ragazzo che avrà avuto al massimo 21-22 anni il perché di questa mossa. La sua risposta, breve, fu qualcosa tipo “Pensavo potessi passare, perché potevo essere molto più forte”. In poche parole, un giovanissimo Alessio Isaia stava imparando cosa fossero i range e faceva i suoi primi esperimenti. Se glielo chiedete, tutt’ora Alessio si ricorderà di quella mano e che ho avuto l’onore di essere colui che l’ha eliminato dal primo torneo della sua vita.
    Se proprio hai bisogno di dirmi qualcosa, contattami su https://www.facebook.com/giuliogi01

  4. #224
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    Il torneo procede spedito. Ho QQ, rilancio, mi chiamano come sempre in 3. Flop Qxx, manco devo fare la fatica di chekkare (non chekkare un set era considerato una sorta di crimine, sennò quando le fai le chips?) che qualcuno si inventa una bet ed un altro un allin, io godo, e mi trovo con tipo 30000 chips. E’ sera fatta quando si compone il tavolo finale; tra i giocatori presenti, non a caso vi è Fabio Asinardi, ma diversi sembrano avere una certa conoscenza del gioco. C’è anche un ragazzo un po’ più grande di me, che risponde al nome di Marco Trucco, che tuttavia verrà eliminato dal sottoscritto quando, dopo aver aperto con coppia di 2 e aver ricevuto la sua 3bet (cosa che mi faceva automaticamente classificare la sua mano come KK o AA) ci scontrammo su un flop 2xx ove – appunto - i suoi assi poco potevano. Vagli a spiegare che sapevo persino quale erano le % di uscita del set e perché il mio call fosse corretto. Rimaniamo in 3: io, chipleader, Diego Cavalla, un ragazzo di Asti con le idee abbastanza chiare e molto aggressivo, e Matteo Malvino, altra figura ai limiti del mitico del primo poker italiano. Matteo esce poco dopo ed è ormai notte quando io e Diego ci giochiamo la partecipazione, spesata, a questo torneo per noi semplicemente enorme.

    Ma purtroppo, l’happy ending non fa parte di questo capitolo (o forse, chissà, fu meglio così). Sono in vantaggio 2/1 quando ricevo A5 s, e apro per 3. Diego va allin. Io lo guardo circa 2 secondi, ha messo dentro tipo 15 bui, e chiamo. Lui tilta e dichiara “come fai a chiamare con quella mano”, ma la mia lettura a dir poco si rivelerà corretta: mi gira 23 off. Flop: A 5… 4. Non credo ai miei occhi. Il 4 che si materializza dopo aver fatto doppia con le prime due carte (ricordate che dealer non ce ne sono, il flop si girava in modo un po’ artigianale). Ero già all’EPEC. Turn e river non aiutano, e capisco poco dopo che non sarà il mio torneo quando splittiamo AJ vs Ax per il colpo che poteva riportarmi avanti. Galleggio, resisto, poi di nuovo A5, stavolta Diego ha A7 ed un board super baby fa giocare il suo kicker: Diego è il vincitore dell’EPEC Freeroll di Torino, ma non me ne andai a mani vuote.
    A parte il trofeo del secondo posto (tutt’ora a casa mia a Napoli), a parte la promessa di una cena da parte di Diego (che prima o poi finirò con l’esigere), a parte una rinnovata sicurezza nel mio gioco che, sicuramente aiutato da una run relativamente ottima, mi aveva quasi fatto vincere il torneo, me ne andai con tantissime public relations, stabilendo forse per la prima volta un’immagine pubblica di persona competente di questo gioco, e non solo di giocatore. I primissimi articoli che mi riguardavano fecero capolino sul web, qualcosa che, capii, dovevo capitalizzare semmai un domani avessi voluto lavorare in questo settore. Come nota anticipativa di un futuro (?) Capitolo, Diego chiuse secondo l’EPEC main event, vincendo la mirabolante cifra di 8.000€. Tutt’ora non propriamente pochissimo, ma all’epoca era praticamente da top 10 Ita all time con quella vincita. Ma questa è un’altra storia.

    Una nota a chiusura di quella serata, che ricordo come ieri, e che ricordo pubblicai su AP. Era piena notte, ero ancora incazzato per la sconfitta, e dovevo anche farmi 40 km per tornare a casa. Tempo pochi metri e mi ferma una ragazza, potrà avere qualche anno più di me, al massimo 30, chiedendomi un passaggio a casa. Ha gli occhi belli, ma tristi. Figuriamoci se io dico di no ad una richiesta di aiuto (NB, ero fidanzato e come potete leggere nel capitolo 4 sono fanta-fedele). La ragazza mi racconta che suo malgrado è costretta ad integrare le sue entrate facendo… la vita, perché soldi a sufficienza non ce ne sono. Intuisco della presenza di un figlio e di chissà quante altre storie dietro quegli occhi, da bravo napoletano cerco di farla ridere per i pochi km che ci separano da casa sua. La lascio e mi incammino per strada, ed improvvisamente, con una precisione ai limiti del divino, mi rendo conto che il farsi scoppiare A5 da 23 dopo tutto non sia esattamente un motivo valido per cui essere incazzati. Quindi che da quella storia dovevo prendere tutto il meglio, e pensare che nonostante tutto, nonostante tutta l’instabilità della mia vita, io fossi comunque un privilegiato.

    Parcheggio la macchina nel cortile del Bed & Breakfast, e mi avvio in camera con un sogno sempre più chiaro nel mio cervello. Io avrò a che fare col poker, ancora non so come, ma entrerà nella mia vita.
    Ultima modifica di Gi01; 15-12-2014 alle 08:12
    Se proprio hai bisogno di dirmi qualcosa, contattami su https://www.facebook.com/giuliogi01

  5. #225
    Fish L'avatar di Veggiestyle
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    ... Brividi

  6. #226
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    Letto tutto di volata... bellissimo!

    Sent from my GT-I9100 using Continuationbet mobile app

  7. #227
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    Complimenti, forse meno male che ho letto il tutto nel 2014, cosi ho potuto leggere anche il capitolo 5 :-)Grazie perché mi hai appassionato.

  8. #228
    Scandinavian LAG L'avatar di Mamma51
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    Io cmq c'ero, in zona

  9. #229
    Scandinavian LAG
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    Citazione Originariamente Scritto da Mamma51 Visualizza Messaggio
    Io cmq c'ero, in zona
    eh eh cavolo volendo adesso tanti piccoli tasselli potremmo metterli anche noi!!!!
    "scusi le porto la lista degli antipasti???"
    "no!!! Mi porti tutti gli antipasti facciamo prima....."

  10. #230
    Calling Station L'avatar di ace21
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    Grazie.....

  11. #231
    Tight Agressive L'avatar di Kingofchips
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    Grande Giulione. Ma spero che sarà una storia che avrà molti capitoli.

  12. #232
    Moderatore L'avatar di yomik
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    mbè?
    d4vidzz likes this.
    Chi ha assimilato il concetto di lungo periodo nel poker e lo applica alla vita reale, farà scelte sempre migliori degli altri; a volte il risultato sarà positivo a volte no, perchè come ho detto la varianza real life è molto + sick della varianza a poker; ma intanto costui saprà andare dritto sulla sua strada e nel long term avrà sempre ragione su chi basa le proprie scelte sui results immediati.

    My blog

    you can't climb the ladder of success with your hands in your pockets

  13. #233
    Cbet VIP User L'avatar di Gi01
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    Citazione Originariamente Scritto da yomik Visualizza Messaggio
    mbè?
    Eh bella domanda

    Quasi quasi mi metto a scrivere un altro capitolo prima di dimenticare cosa sia successo
    sbabola65, nerowolf and d4vidzz like this.
    Se proprio hai bisogno di dirmi qualcosa, contattami su https://www.facebook.com/giuliogi01

  14. #234
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    Solito disclaimer: anche a distanza di anni ed in assenza di situazioni lavorative, ho comunque qualche gigabyte di obbligazioni contrattuali. Quindi come sempre, non leggete qui dentro strane posizioni o opinioni che non vadano oltre il racconto di un pezzo della mia vita.

    Capitolo cinque: Mesi vincenti. O quasi

    La mia vita torinese dopo un inizio davvero noioso prende una routine che in qualche modo mi piace: molto poker online e persino qualche occasionale torneino dal vivo al circolo organizzato da “Asi”. Avendo qualche anno in meno (e soprattutto zero figli), dormire relativamente poco la notte non è un problema; la sera mi apro un tot di tornei e spero di fare la mia figura.

    PokerStars è in crescita verticale. Dopo il “Moneymaker effect” e la tripla sponsorship dei 3 vincitori dei main WSOP (Moneymaker – Raymer – Hachem), pare voglia interpretare in maniera diversa da quanto fece l’allora leader Partypoker una leggina voluta da Bush, dal nome di UIGEA.

    Ma non è certamente solo questo a stabilire il successo supremo della room della picca. Già da qualche mese, la domenica pomeriggio c’è un torneo grossissimo il cui garantito è sempre in crescita. 250K$ che rapidamente diventano 300K, 400K. A Natale 2005 si era anche fatto un torneo da mezzo milione – una prima volta; poche settimane dopo sarebbe diventata la norma assoluta, qualcosa che tutti i giocatori dell’epoca sogneranno per anni (e anche qualche anno dopo è cambiato poco!).

    A fine febbraio, c’è il primo Sunday Million. PokerStars le proverà un po’ tutte, cambiando il buyin una volta al mese o addirittura con edizioni high roller da 1050$ (“Quarterly Million”), ma di base il torneo costa e costerà 215$. Una cifra importante ma non enorme. Qualcosa che spacca il mercato.

    Ricordo quanto sbavai a vedere quel torneo. Mi misi a fare satelliti, mia attività remunerativa anche per motivi di tempo (tanto si potevano vendere i T$ o usarli nei sit), vincendo un paio di qualificazioni.
    PokerStars si rivelò già avanti anni fa: satelliti sit and go, step, ticket con gli FPP. Anche per chi aveva poche centinaia di dollari sul roll, arrivare a giocare il Million senza un salasso non era impossibile. Io che ai sit ero discretamente bravo, per mesi ho avuto una corsia diretta, e purtroppo poco sfruttata, per provare a giocare quel torneo enorme.
    Fu una soddisfazione enorme andare a premio. Arrivai tipo 550esimo, vincendo poco più del buyin. Ma all’epoca, mi sembrava di sognare. Forse sapevo davvero giocare benino a poker, forse dovevo provare a fare qualcosa di più. Ma cosa?

    Non lo sapevo, e non lo avrei saputo ancora per un po’. Per educazione ricevuta avevo una mente decisamente conservativa sul “rischio” e il poker mi stava aiutando a diventare ben più aggressivo anche da questo punto di vista. Ma mollare tutto e diventare un giocatore, era la cosa giusta? Perché stavo iniziando a realizzare che col part time non si andava da nessuna parte. Mettermici d’impegno sarebbe stato sufficiente?

    Anche a distanza di moltissimi anni, non ho saputo dare una risposta, perché non ho mai avuto la controprova. Era per me davvero chiaro che capivo di poker molto più della media a livello istintivo e matematico, ma qualcosa sbagliavo di sicuro e non riuscivo a crescere poi troppo. Tempo dopo ho capito che nell’essere il poker un’attività non solo part time ma anche relegata ai ritagli di tempo, giocavo spesso il mio B game. Attenzione, non è che il mio B fosse uno schifo; era più che sufficiente per battere i livelli da 10-20$, ma che era sinonimo di sconfitta appena toccavo tavoli appena più alti. Non a caso le vittorie migliori arrivavano quando ero fresco, lucido, riposato ed avevo un bel po’ di ore di tempo dedicate.
    Giocare il mio livello migliore era una cosa che mi riusciva raramente, ma “sentivo” la differenza e tra l’altro realizzai che un altro fattore non giocava a mio vantaggio: l’età.
    Avevo 27 anni all’epoca. Certamente non tantissimi, ma nemmeno i 18-20 anni delle “Rising Stars” di cui leggevo su Cardplayer e Pokernews. Nessuno dei nickname che spadroneggiava su 2+2 apparteneva ad over 30, anzi raramente a over 25.

    Ma in quegli anni, lo stimolo di migliorarsi tantissimo era poco. Riuscivo nel part time a tirare qualche centinaio di euro al mese, e il livello non era un reale problema, perché si stava abbassando mentre il mio, comunque, alzando. L’enorme quantità di gente attirata dai tornei sempre più grandi era in genere molto più scarsa di me. Non solo PokerStars ne beneficiava; un po’ tutte le poker room su cui ogni tanto giocavo tornei avevano avuto dei boom enormi.

    E anche se avessi voluto, finché avevo un lavoro normale, non avrei potuto fare molto in direzione di quello scatto che non ho mai fatto. La community italiana era ancora molto acerba, tanto che io ero considerato uno di quelli “bravi” (e forse lo ero). Al più, oltre a giocare railavo i giocatori seri, quelli che facevano tornei da 1000, 2000 e persino 5000 dollari. Non vi dico la sorpresa quando notai che uno di questi nickname era un nome decisamente Italiano, di Roma per la precisione. Era su infiniti tavoli e in genere li vinceva: si chiamava “Dariominieri”.

    Si arriva ad un incredibile mese di Giugno, che inizia ottenendo ben 2 ingressi al Million da 1050$, (senza giocarlo naturalmente) per un ottimo guadagno netto. 2K e rotti € all’epoca erano per me uno sproposito di soldi; non per questo sapevo gestirli bene – anzi.

    Ma non si vive certo di solo poker – forse. Giugno 2006 è soprattutto il mese della cavalcata trionfale degli Azzurri in direzione Berlino, e l’ufficio a Torino è praticamente in ferie costanti: partite da vedere o discussioni su quanto avvenuto il giorno prima. Complessi (???) calcoli sui possibili incroci dell’Italia nei turni successivi. Indimenticabile Italia-Repubblica Ceca, che si gioca in orario “lavorativo”. Non c’è NESSUNO in giro, un po’ ovunque ci sono dei fantozziani televisori che spuntano come mosche. Gol di Materazzi, Italia avanti ma si soffre fino all’87esimo quando Pippo Inzaghi mette il gol della sicurezza. Gente che si abbraccia un po’ ovunque.

    In un mix di rush e skill che si affinano, su PokerStars ottengo risultati sempre più buoni. Non solo i due sat a 4 cifre vinti; i sit da 15$ rappresentano un’entrata costante senza colpo ferire. A fine mese scendo a Napoli per restarvi 10 giorni - sarei stato spedito a fare una consulenza breve tatticamente incastrata nella seconda metà della settimana successiva - e ricevo in “omaggio” due giorni di ferie. Venerdì 30 Giugno, in attesa di Italia-Ucraina vinco 2 tornei MTT in poche ore, uno di Pot Limit Holdem e poi molto più importante un torneo da 11$ Rebuy, realizzando quella che per anni sarebbe rimasta la mia vincita più alta di sempre. Per la prima volta il mio bankroll tocca le 5 cifre. E Toni la sera ci manda in semifinale. Che giornata.

    Di poker c’è poco nell’epica settimana successiva, ma i brividi li ricordo ancora adesso. Il 4 Luglio sono a casa dei miei con qualche decina di persone, ancora tutte ammucchiate (letteralmente a strati) in un abbraccio per l’incredibile gol di Grosso, quando Cannavaro recupera due volte palla dando origine al contropiede di Gilardino e Del Piero. “Chiudete le valigie, andiamo a Berlino”.
    E poi c’è il 9 Luglio. Materazzi, il rigore di Trezeguet, ancora Grosso. Io la mattina dopo dovevo essere a Bologna: per la prima volta nella mia vita me ne frego assolutamente nulla del lavoro, facendo tardissimo. Ma sticazzi, ragazzi.

    Se avevo ancora dubbi su come il mondo pokeristico e non fossero fatti di alti bassi, Luglio volse al termine, e la vita, quella vera, ricominciò ad esigere tributi.
    La consulenza in Fiat era ormai finita; mi spostai nuovamente armi, bagagli e macchina a Napoli, impegnandomi nuovamente solo in consulenze di breve termine – quasi sempre in Puglia – che mi lasciavano poco o nulla da un punto di vista umano e pochissimi soldi dal punto di vista del portafogli.
    Anche perché dopo mesi di relativa tranquillità, rimettermi a stare in macchina ore a settimane influiva tantissimo sul mio gioco. Ero più stanco e dormivo meno e male, perdendo spesso e volentieri pezzi di quel roll faticosamente costruito (per non dire quando cercavo di recuperare!). Qualche tempo dopo, per eventi che esulavano da noi, chiusi la mia storia con Piera. Non starò qui a spiegare i perché ed i percome, ma non era per motivi piacevoli.
    Quel poco di stabilità che avevo faticosamente costruito stava andando a farsi benedire.

    C’era una sola costante nella mia vita, ed era il poker. Giocherellai tutta l’estate (male) ed ebbi modo di vedere il mito Dario Minieri fare il suo primo final ad un EPT e di andare a premio nel Main Event delle WSOP (Che sogno!). I primi circoli stavano aprendo a Napoli, ed uno era gestito da ragazzi che conoscevo; mi permisi persino di dare una mano ogni tanto, di fare delle osservazioni, insomma non era “mio” – anzi – ma ogni santo venerdì ero a quei tornei organizzati da Dario, Nicola e Sergio e cercavo di capire cosa funzionasse o meno. Magari ogni tanto vincevo pure qualcosa, ma più di tutto mi piaceva stare, anche solo ospite, nella stanza dei bottoni.

    I mesi passavano, tra un torneino e le giornate in macchina. Si avvicinava Novembre, quando ai ragazzi del circolo venne in mente un’idea malefica.
    Ultima modifica di Gi01; 23-05-2018 alle 11:16
    Lid, peppe70, k4cka and 4 others like this.
    Se proprio hai bisogno di dirmi qualcosa, contattami su https://www.facebook.com/giuliogi01

  15. #235
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    ma che fai i cliffangher come le serie TV? qual'è sta idea malefica?

  16. #236
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    Citazione Originariamente Scritto da peppe70 Visualizza Messaggio
    ma che fai i cliffangher come le serie TV? qual'è sta idea malefica?
    Sennò dov'è lo sfizio?
    peppe70 likes this.
    Se proprio hai bisogno di dirmi qualcosa, contattami su https://www.facebook.com/giuliogi01

  17. #237
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    Citazione Originariamente Scritto da peppe70 Visualizza Messaggio
    ma che fai i cliffangher come le serie TV? qual'è sta idea malefica?
    non lo sai che ha venduto i diritti per fare una serie tv dal nome "Gi01 risponde"?
    Gi01 likes this.

  18. #238
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    toh....giusto un paio di settimane fa mi ero riletto tutto il post.

    go go go.....

    ma ora che è passato qualche anno....hai maggiore libertà di spettegolezzo?
    Ultima modifica di realmmo; 23-05-2018 alle 12:09

  19. #239
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    Citazione Originariamente Scritto da Lid Visualizza Messaggio
    non lo sai che ha venduto i diritti per fare una serie tv dal nome "Gi01 risponde"?
    Cmq se mi mettessi con gente competente una stagione da 10 episodi uscirebbe facile, a la Billions de noialtri
    Lid, peppe70, nerowolf and 3 others like this.
    Se proprio hai bisogno di dirmi qualcosa, contattami su https://www.facebook.com/giuliogi01

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