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Discussione: >>> Movimento 5 Stelle. Analisi storica, contemporanea e scenari futuri. <<<

  1. #1
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    Premessa
    Avevo detto che sarei stato sintetico, ma scrivendo l’intervento mi sono reso conto che alcune cose potevano essere scambiate per vaneggiamenti o strambe teorie complottiste se non avessi cercato il più possibile, viaggiando a ritroso, di parlare di problemi storici e attuali fondamentali, anche e soprattutto da un punto di vista filosofico. Io non so se i tempi sono davvero maturi per rivoluzionare la società in questo modo, ma quello che deve apparire chiaro, è che esiste una sola strada da seguire per non giungere alla distruzione. Che questo accada oggi, domani o fra 10 anni, questa strada, prima o poi deve essere imboccata. Per questo più che sulle azioni da intraprendere per risolvere i problemi, ho preferito concentrarmi sui ragionamenti da fare per risolverli. Perché i pensieri sono l’anima delle azioni.

    Le due grandi forze predominanti: capitalismo e democrazia
    La parola d’ordine per comprendere i fenomeni sociali è “scopo”. Perché gli scopi guidano le azioni. Anzi, gli scopi sono l’essenza delle azioni. Due azioni apparentemente simili, differiscono sempre in base allo scopo finale, che configura la metodologia e le priorità delle azioni necessarie per raggiungerlo. Un medico che ha come scopo primario guarire il malato agisce in modo apparentemente simile al medico che ha come scopo primario guadagnare dei soldi. Per quanto le loro azioni possano essere simili, e il loro titolo (medico) identico, il loro agire avrà una diversità che prima o poi il paziente riuscirà a percepire.

    Qual è lo scopo dell’individuo se non quello di vivere nel benessere e nella felicità? Ma quali sono gli scopi delle grandi potenze che attualmente dominano la scena mondiale? E quali sono queste potenze? Anzitutto, i sistemi di valori non sono sempre gli stessi. Valori che prima esistevano, sbiadiscono con il passare del tempo. Questo di per sé non è un problema, poiché solitamente quando un valore si svaluta altri si rivalutano. Il punto è che la società si adegua continuamente ai valori che assumono il predominio. Potremmo sintetizzare dicendo che: “la società e i suoi sistemi di valori, mutano bruscamente appena l’evoluzione umana fa un balzo in avanti”. Fra la grandi forze conflittuali, quelle che hanno predominato sono il capitalismo (sul comunismo) e la democrazia (sui totalitarismi). Ma siamo sicuri che le forze che hanno predominato non siano a loro volta in contrasto fra di loro? Andiamo con ordine.
    Cosa significa democrazia? Potere del popolo. E cos’è un popolo? Un’entità organizzata di individui che ha come scopo il benessere dell’entità stessa. Ed ecco dunque che la democrazia non può che proporre come scopo principale della sua esistenza, il benessere, l’uguaglianza e la libertà del popolo.

    Quando in un ambiente coesistono più forze contrapposte fra di loro, per quanto possa sembrare diverso, una delle due predomina sulle altre e ne assume il controllo. Fra il capitalismo e la democrazia, il capitalismo è la forza che ha preso il sopravvento sottomettendo le altre forze ai suoi voleri.

    Cosa significa capitalismo? Qui la risposta è più complessa, ma credo che possiamo essere tutti d’accordo sullo scopo principale del capitalismo: la generazione del profitto. Il capitalismo può operare se e solo se è possibile trarre profitto da una situazione. Tutti gli altri scopi sono a esso subordinati.

    La terza grande forza: la tecnica
    Esiste tuttavia una terza forza, la più potente di tutte (anche se non ne è ancora pienamente cosciente). Per capire di cosa stiamo parlando dobbiamo porci un interrogativo: quali sono i valori portanti della nostra società? Per stabilirlo dobbiamo avere la visione generale dell’intera storia occidentale. Se noi al medioevo togliamo la parola “Dio”, cosa resta? Riusciamo a capire il significato di quel periodo storico eliminando il soggetto “Dio”? Certamente no, perché tutto ciò che vi è attinente: arte, letteratura, società, guerra... gira attorno al concetto di Dio. Il mondo medievale lotta, narra, si esprime e si organizza prevalentemente intorno all’idea di Dio. Se al mondo contemporaneo togliamo il soggetto Dio, cogliamo ancora il suo significato? Sì. Perché questo valore ha perduto la sua importanza ed è stato, come sempre accade, sostituito da nuovi valori. Se al mondo contemporaneo togliamo la parola “denaro”, lo capiamo ancora il mondo contemporaneo? No. Perché è intorno al denaro che il mondo attuale sta girando. Se al mondo contemporaneo togliamo la parola “tecnica”, lo capiamo ancora il mondo contemporaneo? Di nuovo, no.

    Ed ecco che si manifesta chiaramente il profilo della terza grande forza del mondo contemporaneo. La tecnica. Ora, è facile commettere lo sbaglio di pensare che il denaro e la tecnica siano oggi degli “strumenti” nelle mani dell’uomo, attraverso il quale egli può raggiungere degli scopi. Il perché della falsità di questa credenza ce lo spiega Hegel, profetico, ne “La scienza della logica”. Hegel ci dice due cose:

    • 1) Adam Smith riteneva che la ricchezza delle nazioni fossero i beni. Non sarà più così, perché il primato non spetterà ai beni ma spetterà agli strumenti, perché i beni si consumano mentre gli strumenti producono beni e la vera ricchezza dunque non va più visualizzata nel bene ma va visualizzata nello strumento.
    • 2) Quando un fenomeno aumenta quantitativamente, non si ottiene solo un aumento quantitativo ma anche un aumento qualitativo del paesaggio che lo contiene.


    Un esempio molto semplice è quello del capello. Se mi tolgo un capello, sono ancora una persona che ha i capelli. Se mi tolgo due capelli pure. Ma se mi tolgo tutti i capelli divento una persona calva. Se in una stanza butto una goccia d’acqua, resta ancora una stanza, se butto un secchio d’acqua, è ancora una stanza ma col pavimento bagnato, ma se uno tsunami inonda la stanza, la stanza non è più una stanza, cioè non può più adempiere alle funzioni per le quali la stanza è stata costruita (aumento qualitativo).

    Karl Marx riprende questo pensiero Hegeliano affermando che: tutti considerano il denaro come un mezzo che ha lo scopo di produrre beni per soddisfare determinati bisogni. Ma se il denaro è la condizione universale per soddisfare qualsiasi bisogno e per produrre qualsiasi bene, il denaro non è più un mezzo, ma diventa il primo scopo (aumento qualitativo), per ottenere il quale poi si vedrà se soddisfare determinati bisogni e in che misura produrre dei beni. Mezzo e scopo collidono fino a capovolgersi e ciò che era un semplice mezzo diventa il fine ultimo, per ottenere il quale si sacrificano ciò che inizialmente erano gli scopi da raggiungere.
    Lo stesso ragionamento può essere applicato alla tecnica. Se la tecnica è la condizione necessaria per realizzare qualsiasi scopo, la tecnica non è più un mezzo, ma il primo scopo, perché in mancanza di questo mezzo tutti gli altri scopi non possono essere realizzati. Ma questo è un altro discorso.

    La piccola (ma gigantesca nei fatti) differenza fra capitalismo e tecnica è che la tecnica non soffre della “passione del profitto”. Anche se, stiamo attenti, usare il capitalismo per ottenere denaro non ha uno “scopo” vero e proprio da raggiungere se non quello di accumulare ulteriore denaro.

    La supremazia del capitalismo sulla tecnica
    Come ho già accennato, quando due forze hanno scopi antitetici, allora queste due forze sono necessariamente in contrasto fra di loro. Quando due forze si scontrano, a meno che esse non siano di pari forza, la più potente assume il controllo su quella meno potente.

    Analizzando il fenomeno del capitalismo, appare evidente che esso sopravvive soltanto perché tende a perpetuare una “scarsità media” relativa delle merci. Vuol dire che se una merce è abbondantemente a disposizione di tutti, allora non c’è impresa. Se manca assolutamente, di nuovo, non c’è impresa. Quindi la merce deve essere “mediamente” disponibile. Se dovesse capitare che un popolo riuscisse a bastare a se stesso per il proprio sostentamento, allora scomparirebbe l’impresa capitalistica.

    Qual è lo scopo della ricerca tecnico-scientifica? Aumentare all’infinito la propria potenza. Specificamente: aumentare all’infinito la potenza della razza umana. Ma aumentare all’infinito la potenza include aumentare la disponibilità di beni e materie prime, in pratica di ridurre la scarsità, cioè quella scarsità media della quale il capitalismo ha bisogno per sopravvivere. Capitalismo e tecnica sono chiaramente in conflitto. Se la tecnica eliminasse la scarsità, cioè consentisse a tutti di avere a disposizione beni e capitali, tutti potrebbero essere imprenditori e nello stesso tempo lavoratori che svolgono la quantità di lavoro richiesta dallo scopo primario della tecnica: il più rapido e potente sviluppo tecnologico. In questa situazione il profitto sarebbe ugualmente distribuito fra gli individui e quindi il capitalismo non avrebbe più senso di esistere, perché il suo senso di esistere consiste nella capacità di chi utilizza quello strumento, di ottenere una quantità di beni e benessere che la maggior parte delle altre persone non riesce ad avere.

    Mettiamo che un’azienda deve sviluppare un nuovo computer. La tecnica è il mezzo e il profitto dalla sua vendita è lo scopo. Il maggior profitto si ottiene, non costruendo il computer più potente possibile, ma un computer che abbia un “mercato” che permetta il ritorno economico. Ma se la tecnica fosse una forza, userebbe il denaro come mezzo, perseguendo lo scopo di potenziare all’infinito e senza limitazioni e vincoli la potenza di quel computer. Questo significa che il capitalismo favorisce il potenziamento dello strumento che gli consente i maggiori profitti, ma questo potenziamento non corrisponde al massimo potenziamento possibile.
    Ultima modifica di starise; 09-03-2013 alle 09:14
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  2. #2
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    Perché questo accade? La tecnica è dominata del capitalismo. Ovvero, si può disporre di ciò che di meglio la tecnica ha da offrire, in maniera direttamente proporzionale alla quantità di denaro che si può spendere. Questo non significa che, se un’altra potenza (come la democrazia), prendesse il sopravvento sulla tecnica, non la rallenterebbe (anzi). Intendo semplicemente dimostrare l’enunciazione della seguente tesi:

    Se esistono delle forze in contrasto fra di loro, la più potente sottomette e altre forze, utilizzandole come strumenti per raggiungere i propri scopi. Tutti gli eventuali scopi delle forze sottomesse alla forza principale vengono subordinati agli scopi della forza principale.

    Attualmente la forza dominante è il capitalismo. Le altre forze sono a esso subordinate. Quali sono le conseguenze di questa situazione? Principalmente due:

    1. Il denaro rallenta l’evoluzione della tecnica (sviluppo).
    2. Il denaro non viene utilizzato con lo scopo di ottenere il bene della comunità (progresso).


    Che il denaro rallenti lo sviluppo della tecnica è evidente. A chi deve fare profitto non interessa offrire il meglio di ciò che offre la tecnica al miglior prezzo possibile, ma variare l’offerta in proporzione alla domanda e alle disponibilità economiche degli acquirenti, al fine di ottenere i maggiori profitti. Si potrebbero fare infiniti esempi, ma per dire, non esisterebbero mille modelli di automobili, per ricchi e per poveri, fregandosene dell’ambiente, ma solo il miglior modello di automobile, più sicuro, più efficiente, più ecologico (questa è un po’ una generalizzazione, ma è per fare un esempio comprensibile).

    Ancora peggio è il fatto che il denaro non viene utilizzato con lo scopo di ottenere il bene della comunità. Esistono alcune malattie rare per le quali non è “economicamente giustificabile” investire in ricerca. In Africa ci sono migliaia di bambini che muoiono di fame o di malattie che hanno una cura, ma poiché loro non dispongono di abbastanza denaro per pagarle, non le ricevono. La tecnica avanza soltanto per ottenere un’evoluzione (controllata) con la quale diventa importante investire per aumentare a dismisura le prestazioni di un computer (sviluppo), ma non per migliorare il bene dell’umanità (progresso).

    La supremazia del capitalismo sulla democrazia
    Qual è lo scopo della democrazia? La libertà e l’uguaglianza sono suoi scopi, ma anche mezzi necessari attraverso i quali perseguire il suo scopo principale: il potere del popolo.

    Abbiamo visto come il capitalismo deve assolutamente frenare lo sviluppo tecnologico per impedire che metta tutti sullo stesso piano di benessere economico. Ovvero, il capitalismo contrasta con l’affermarsi di uguaglianza e libertà. Non solo: il capitalismo necessita di perpetuare una situazione in cui pochi posseggono la maggior parte del potere a scapito del popolo. Cioè tende ad alimentare quel meccanismo che consiste nell’incamerare all’interno di se stesso gli istinti umani di avidità ed egoismo che contrastano con gli scopi della democrazia. Il capitalismo nasce quindi come uno strumento, ma la sua continua espansione ha modificato il paesaggio globale (aumento qualitativo) trasformandolo in uno scopo. Per questi motivi, la situazione odierna può essere così sintetizzata:

    Per ottenere ogni altro scopo, è necessario utilizzare un mezzo (il denaro) che si ottiene partecipando in maniera diretta o indiretta, ad attività che hanno come scopo primario incrementare la quantità del mezzo, che si trasforma quindi nel primo scopo.

    Il capitalismo è nato come fenomeno positivo, ma nel corso del tempo ha assunto i connotati di una tirannica e repressiva ideologia che, per favorire l’interesse di pochi, costringe la maggioranza a subire quella scarsità media che gli permette la sopravvivenza. E come lo fa? Assumendo il controllo dello sviluppo della tecnica. Ma anche assumendo il controllo degli organi preposti all’affermarsi della democrazia. Su questo punto torneremo più avanti.

    Mi sembra interessante analizzare le connessioni fra il capitalismo e i regimi autoritari. Cosa vuole un regime autoritario? Il potere assoluto, utilizzato come mezzo per ottenere ancora più potere. Il mezzo diventa lo scopo ultimo. Come il denaro che serve per ottenere altro denaro. Appare evidente come il modello di capitalismo moderno coincida con quello di regime dittatoriale. Le dittature hanno una caratteristica comune: sono distruttive e autodistruttive nello stesso tempo. Puntano all’eliminazione di tutti gli ostacoli che si pongono dinanzi al raggiungimento dell’obiettivo.

    Prendiamo la Cina, che si definisce comunista, ma nei fatti è un capitalismo spinto all’ennesima potenza: se l’ottenimento del potere e del profitto limita la libertà, la dignità e i diritti degli individui, allora questi diritti sono sacrificabili al fine di raggiungere l’obiettivo finale. Lo scopo finale non è il bene della comunità, ma il denaro. Il bene della comunità è subordinato al profitto e diventa solo una conseguenza. Perché in Cina questo fenomeno è più evidente? Perché non esiste un regime democratico che si oppone a quello capitalista. Il capitalismo puro può prosperare senza impedimenti. Appare evidente che dove la democrazia (ostacolo del capitalismo) è più debole, il capitalismo diventa più forte. Nei paesi occidentali il capitalismo puro è in contrasto con una forza democratica più potente. Ma analizzando il fenomeno si può osservare come il capitalismo spinga per sua natura se stesso ad arginare il più possibile il fenomeno della democrazia per preservare la potenza della sua forza.

    Quello che il capitalismo non ha ancora compreso del tutto è che, non solo deve fronteggiare forze a lui opposte (il fatto che non siano da tutti considerate in conflitto non significa che non lo siano), ma anche la forza distruttiva più potente di tutte: il capitalismo stesso. La produzione economica è distruttiva per definizione. Ma questo suo distruggere il pianeta dal quale riesce a trarre profitto equivale a distruggere se stesso. Per questo deve arrivare un momento in cui il capitalismo si rende conto che, per non distruggere la terra (e quindi se stesso), deve rallentare il suo processo di distruzione (e dunque i profitti) e chiedere aiuto alla tecnica per assicurarsi di utilizzare nuove energie meno inquinanti e distruttive salvaguardando la sua esistenza. L’entrata in vigore del protocollo di Kyoto è la prova che il capitalismo è cosciente dell’esistenza di questo problema.

    Analisi della situazione attuale
    Cos’è diventato l’uomo in funzione dell’attuale sistema di valori? L’uomo stesso, la sua dignità, il suo pensiero, il suo essere uomo ha perduto consistenza in funzione di ciò che, la tecnica, dominata dal capitalismo, ha bisogno: una macchina. L’uomo è diventato un funzionario specializzato completamente esentato dalla responsabilità morale delle sue azioni.

    Quando un ingegnere progetta il pezzo di un macchinario, deve eseguire quel compito alla perfezione, non importa se quel pezzo andrà a formare un attrezzo che tirerà fuori il petrolio da un giacimento, che a sua volta andrà ad alimentare un’automobile che disperderà sostanze nocive per l’ambiente. Anche se l’ingegnere sapesse dove va a finire il suo pezzo comunque non sarebbe una sua responsabilità diretta. Esempi estremi sono i fabbricanti di veleni, di armi, di bombe. Riepilogando: si è responsabili verso il proprio lavoro, verso i propri superiori, ma non delle conseguenze delle proprie azioni.

    Quando Grillo dice vicino agli operai delle miniere: “Non è lavoro questo! Dobbiamo reinventarci il concetto di lavoro”, dice qualcosa di straordinario. Dice: mettete la vostra dignità di essere uomini prima del vostro diritto ad avere un lavoro. Ma io non me la prendo con gli operai, perché se quegli operai avessero l’opportunità di fare un lavoro diverso, magari meglio stipendiato, lo farebbero di corsa. Il problema è che nessuno offre loro questa opportunità perché la nostra società non mette la loro dignità di esseri umani al primo posto e li tiene ostaggi della povertà, sintomo della scarsità media necessaria alla conservazione della potenza dominante.

    Grillo e il programma del Movimento 5 Stelle, parlano di natura e di ambiente. Valori che non sono quelli portanti del nostro tempo perché ci sentiamo ancora i padroni del pianeta. Per cui se un pedofilo stupra una bambina, tutti ne abbiamo istantaneo rigetto “morale”, se uno ammazza centinaia di migliaia di visoni per fare le pellicce, tutto ok. Vabbè sarebbe stato meglio di no, però così vanno le cose. Se uno scarica centinaia di migliaia di tonnellate di sostanze nocive nell’ambiente, tutto ok, almeno finché queste sostanze non vanno a toccare l’uomo direttamente (micro particelle degli inceneritori). Non ci rendiamo conto dell’importanza del mondo che ci ospita. Non ci rendiamo conto che siamo diventati noi stessi la materia prima del capitalismo, materia prima da sfruttare e da utilizzare. Così come l’acqua, così come la terra, così come gli animali. L’uomo è diventato uno strumento sacrificabile, utilizzato per raggiungere cosa? Profitto all’infinito che, di conseguenza, per la natura stessa del sistema, porta inesorabilmente alla distruzione dell’uomo e del suo pianeta.

    Un’umanità che tratta il mondo, che è la sua casa, come un mondo da buttare via perché non dovrebbe trattare anche se stessa come un’umanità da buttare via?
    Ultima modifica di starise; 09-03-2013 alle 09:20
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  3. #3
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    Comprendere la verità che ci circonda
    Se siamo sull’orlo di una crisi è perché è il sistema a generare la crisi stessa. Dobbiamo renderci conto che un 10% di mondo ha vissuto nel benessere a spese di un restante 90% di mondo che è stato derubato e sfruttato per decenni. Al popolo del mondo occidentale è accaduto nient’altro che la stessa identica cosa. Un 10% di questo 10% di mondo che ha vissuto nel benessere, si è arricchito e ha sfruttato il restante 90% infischiandosene della loro situazione.

    Ma cosa sta accadendo? Il sistema capitalistico ha preso il controllo, in maniera indiretta o meno, degli organi preposti al governo della società (democrazia), soggiogandoli ai suoi voleri, attraverso svariati strumenti di politica economica. Questa situazione fa sì che i valori della democrazia siano dominati da un volere più forte: il profitto. Questi strumenti quindi, invece di affermare gli scopi democratici, vengono subordinati all’accumulo del capitale, reprimendo l’efficienza del sistema scientifico-tecnologico e la sua realizzazione, nonché tenendo in ostaggio l’affermazione della libertà, dell’uguaglianza e del benessere umano, che altro non sono che gli scopi ultimi della democrazia.

    Come fare a risolvere questa situazione? Bisogna trovare il modo di permettere alla democrazia di affermarsi, utilizzando i mezzi più potenti a disposizione. Lo strumento supremo che assicurerà la prosperità dei popoli e la loro ricchezza, è la tecnica, ovvero il potenziamento della ricerca scientifica e tecnologica, che si prefigga come obiettivo primario la preservazione della terra e il benessere dell’umanità.

    Queste riflessioni, sono ciò, che da questo momento in poi per comodità, chiamerò: “la verità”.

    La politica del Movimento 5 Stelle
    La politica è, per definizione, l’arte di governare la società. Facciamo attenzione a non dissipare l’importanza delle varie branche della politica in favore soltanto della politica economica, solo perché in questo momento siamo in una delle peggiori crisi economiche della storia. La crisi economica esiste, ma era inevitabile per tutta la serie di motivi che sopra ho esposto. Conoscendo “la verità” però, è possibile escogitare una ricetta che possa servire a riconvertire e a sanare un sistema per sua natura auto-distruttivo.

    La nostra politica è in grado di attuare queste ricette? I partiti così come oggi li conosciamo non sono altro che ideologie ancorate al passato (comunismo, fascismo), tenute in ostaggio dall’ideologia più forte di tutte (capitalismo). Ma l’ideologia per sua natura, non ammette altra verità all’infuori di sé stessa. L’ideologia è assolutistica e non riesce ad adattarsi alla realtà dello scenario che lo circonda. Questo è il motivo per cui tutti i partiti stentano a identificare un fenomeno come quello del M5S in un contesto che esca al di fuori delle proprie ideologie (fascismo, comunismo).

    L’economia che ha in mente il Movimento 5 stelle è un’economia sana. Il suo scopo principale non è soltanto fare profitti, ma anche incrementare lo sviluppo della tecnica, attraverso il quale spingere il sistema economico a una riconversione dei sistemi produttivi verso quelli ecologici. Quello che deve apparire chiaro è che, questo processo di conversione non è opzionale, ma necessario alla sopravvivenza dell’umanità, nonché unica speranza per il capitalismo di continuare a perpetuarsi (anche se poi di fatto, trasformandosi, cesserà di essere tale). Queste non sono idee nuove, sono tantissimi anni che questi pensieri si affacciano alla porta dell’economia, ma l’economia li rigetta per preservare la sua natura.

    C’è un ostacolo. Come portare queste idee all’affermazione quando tutto il sistema amministrativo è corrotto dal denaro? Come fare a stabilire nuove regole, se l’ente preposto all’emanazione delle regole è esattamente quello che va regolamentato e che, per la natura della forza che lo domina (capitalismo), non è capace di auto-regolamentarsi?

    Da questo pensiero nasce la geniale idea di Beppe Grillo: utilizzare uno degli strumenti più potenti della tecnica (internet), per agganciare le masse e renderle coscienti della necessità del cambiamento. Ma internet da solo non poteva bastare, perché l’informazione ancora predominante è quella mediatica, assoggettata al volere dei partiti e del governo, a loro volta assoggettati al capitalismo. C’era bisogno di un aiuto dall’esterno, una crisi (inevitabile) che spingesse le masse all’insoddisfazione e dunque, a cercare una risposta oltre il sistema dei partiti tradizionali. Solitamente questa insoddisfazione viene agganciata da movimenti di estrema destra o di estrema sinistra (e dunque fortemente ideologici). Nel caso italiano, fortunatamente, è stato Beppe Grillo ad approfittare dell’insoddisfazione delle masse per portare avanti il progetto del Movimento 5 stelle.

    Chi è Beppe Grillo? Un comico, ma prima ancora, un grande comunicatore. Come tutti i grandi comunicatori prima di lui, in un momento di crisi, è stato capace di attirare l’attenzione delle masse, utilizzando temi che le masse hanno potuto fare propri, assicurandosi di conseguenza il loro appoggio.

    Arriviamo dunque al fulcro della questione. La differenza fra quella che conosciamo come dittatura e il Movimento 5 Stelle, appoggiato da un capo carismatico, sta, non tanto nel linguaggio, ma nella forma e nello scopo ultimo che si prefigge. La dittatura persegue come suo scopo primario l’affermarsi del predominio di un singolo, che spesso corrisponde al capo carismatico, o di una élite, che per preservare il proprio potere, assoggetta il popolo. Nel Movimento 5 Stelle, il capo carismatico che lo guida, non può nemmeno candidarsi, anzi, il Movimento 5 Stelle è spinto da idee di partecipazione decisamente estreme che allontanano il più possibile il potere del singolo o di una casta.

    Siccome tutti gli strumenti democratici si sono rivelati fino a questo momento, vulnerabili rispetto alla potenza del denaro, bisognava stabilire degli assiomi fondamentali, che NON possono essere messi in discussione. Questi assiomi dovevano preservare i principi fondanti della democrazia dalla contaminazione delle altre entità attualmente assoggettate al capitalismo. Di conseguenza un militante del Movimento deve necessariamente essere incensurato e non essere iscritto a partiti politici. (del resto cosa sono le cosche malavitose se non delle associazioni capitalistiche che, dalla vendita di beni e servizi illegali, si pongono come scopo ultimo il profitto privato?) Un suo parlamentare non deve associarsi con altri partiti o coalizioni se non per votare sui punti del programma, deve rifiutare ogni titolo che faccia riferimento alla dominanza del singolo rispetto a quella del popolo (onorevole), deve votare sempre a maggioranza, deve pubblicare sempre e comunque tutto su internet, compresi stipendi, rimborsi spese e benefit, deve limitare il suo trattamento economico.

    Se questi punti potessero essere messi in discussione, il M5S, che vive ancora in uno scenario dominato dalle logiche del profitto, verrebbe immediatamente sottomesso come gli altri. Snaturandosi, diventerebbe una dittatura di tipo totalitaria (quella del secolo scorso) o di tipo capitalista (quella attuale).

    Ancora una volta bisogna dare la dovuta importanza allo “scopo” per il quale si compiono delle azioni. Se lo scopo del politico è godere all’infinito dei propri privilegi, il benessere sociale sarà sempre necessariamente subordinato a questo. Diventa pressoché impossibile che esso possa auto-regolamentarsi poiché sarebbe come chiedere a se stesso di rinunciare al fine ultimo della propria esistenza.
    Ultima modifica di starise; 04-03-2013 alle 22:09
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    Una democrazia "vera"
    La democrazia moderna è laica e intende essere lo strumento attraverso il quale è possibile realizzare le scelte politiche ottimali. Ne consegue che, la democrazia, deve decidere se cedere allo strapotere e all’efficienza dell’organizzazione capitalistica della società, oppure contrapporsi ad essa spostando il suo focus verso l’efficienza scientifica e tecnologica.

    Bisogna fare attenzione a un particolare. L’indignazione morale da parte dei non privilegiati verso i privilegiati, non è spinta da ideali di giustizia o da altri principi morali, ma dal desiderio di partecipare al godimento di quei privilegi. Allo stesso modo, la volontà di partecipare alla vita politica della nazione non è spinta da ideali di giustizia e moralità, ma dal desiderio di partecipare al godimento dei privilegi che la vita del politico comporta. Per questo, quando Grillo dice: “Togliamo i soldi dalla politica, altrimenti la politica diventano i soldi”, il fatto che si tratti di una proposta apparentemente populista e serva ad ottenere il sostegno delle masse, spinte, loro sì, dalla pura insoddisfazione personale, per me è assolutamente irrilevante al fine di giudicare le positive conseguenze che porterebbe la realizzazione di questa proposta.

    Un’altra delle parole ricorrenti del programma e dei suoi discorsi è “pubblico”. Cosa significa pubblico se non lontano da quelle logiche capitalistiche che limitano la libertà dell’individuo?

    A questo punto deve apparire in maniera piuttosto chiara la visione generale di molte delle dichiarazioni del M5S. Quando Grillo dice che i partiti sono tutti uguali, intende che sono tutti ugualmente corrotti dalla forza dominante del profitto, senza nemmeno tenere in considerazione le ideologie ormai defunte (“sono morti”) alle quali cercano, mentendo, consapevolmente o inconsapevolmente, di aggrapparsi. Lo stesso bipolarismo tanto decantato, cos’altro è se non un sottoprodotto arcaico della guerra fredda, cioè di quella, rieccoci, contrapposizione fra due ideologie in contrasto fra di loro?

    Per tutti questi motivi il M5S non può e non vuole appoggiare un governo fatto da partiti figli delle vecchie ideologie, visto che eradicare quelle vecchie ideologie è uno degli scopi che si prepone. E’ chiaro che un altro dei scopi primari è quello di sminuire il valore del “parlamentare” e del “politico” di professione come baluardi della democrazia, spostando l’attenzione verso il “tecnico” competente e specializzato, dipendente dello stato e controllato, non dai suoi colleghi parlamentari, ma dal popolo sovrano, attraverso uno strumento eccezionale generato dalla tecnica e che era impensabile da utilizzare 30 anni fa: internet.

    Ciò che, inoltre, bisogna assolutamente constatare, è che gran parte delle soluzioni proposte dal programma del M5S, corrispondono o assomigliano alle soluzioni ottimali che, in luce della “verità” che ho sopra affermato, tendono a inseguire gli scopi fondanti della democrazia.

    Dove la democrazia rappresentativa ha fallito, la democrazia diretta del Movimento 5 Stelle, ha tutte le carte in regola per poter funzionare. Questo perché, la democrazia che il M5S si propone di attuare, non è che una forma partecipata di tecnocrazia, dove il popolo, attraverso la rete, controlla l’operato degli amministratori e dei legislatori, che sono, certo anch’essi cittadini, ma nello stesso tempo tecnici altamente specializzati nella mansione da svolgere. In pratica ribaltare gli equilibri delle forze da:

    Capitalismo > Tecnica > Democrazia
    a
    Democrazia > Tecnica > Capitalismo

    Il Movimento 5 Stelle non è che non è ancora pronto per governare. Semplicemente governare non è lo scopo primario del M5S. Il suo scopo principale è l’abbattimento degli ostacoli che si sono posti finora sul cammino della democrazia e spianare la strada a una futura forma di tecnocrazia controllata dal popolo, unica vera strada da perseguire per ottenere finalmente benessere e prosperità.

    Tutto ciò che dobbiamo fare è prendere coscienza di queste incontrovertibili verità. Perché quando il nostro spirito affronta il problema della libertà, prendendone coscienza, non può fare altro che distruggere tutto ciò che intorno a lui ne impedisce la libera affermazione.
    Ultima modifica di starise; 04-03-2013 alle 23:20
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    Ma 'la verità' è il frutto di una tua personale elaborazione o è condivisa dagli altri militanti del m5s?
    E se è condivisa come vi è stata trasmessa? attraverso opuscoli, video, è contenuta in un libro?
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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da 2out Visualizza Messaggio
    Ma 'la verità' è il frutto di una tua personale elaborazione o è condivisa dagli altri militanti del m5s?
    E se è condivisa come vi è stata trasmessa? attraverso opuscoli, video, è contenuta in un libro?
    Il motore che spinge il M5S è alimentato da quella verità. Questa verità non è esplicitata, è implicita negli scopi e nei regolamenti che si è dato il M5S. La mia analisi parla proprio di questo. Se tutti i militanti hanno presente la visione generale della verità, questo non lo so. La maggior parte no, questo è sicuro. Ed è questo uno dei motivi per cui certe regole fondanti non possono essere messe in discussione. La massa deve essere spinta a imboccare la strada giusta, attraverso uno strumento che è guidato da scopi che, chi è a conoscenza della verità, sa essere quelli giusti.
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  7. #7
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    Il motore che spinge il M5S è alimentato da quella verità. Questa verità non è esplicitata, è implicita negli scopi e nei regolamenti che si è dato il M5S. La mia analisi parla proprio di questo. Se tutti i militanti hanno presente la visione generale della verità, questo non lo so. La maggior parte no, questo è sicuro. Ed è questo uno dei motivi per cui certe regole fondanti non possono essere messe in discussione. La massa deve essere spinta a imboccare la strada giusta, attraverso uno strumento che è guidato da scopi che, chi è a conoscenza della verità, sa essere quelli giusti.
    Quindi sei tu personalmente che hai esplicitato ' la verità' ...
    Ma come fai a sapere che 'la verità' non è frutto di una erronea interpretazione se non è mai esplicitata?
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  8. #8
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    Quindi sei tu personalmente che hai esplicitato ' la verità' ...
    Ma come fai a sapere che 'la verità' non è frutto di una erronea interpretazione se non è mai esplicitata?
    Beh, nel thread ho inteso come "verità" il succo di una serie di analisi su fatti basati su conoscenze storiche e filosofiche che sono mie personali. Poi le ho applicate al contesto attuale e ho tratto le conclusioni. I tuoi dubbi riguardano tutto il discorso o solo l'applicazione al M5S?

    Proprio perché nel M5S la cosa non è così esplicita, sono stato costretto a fare passo-passo tutti i ragionamenti.

    Il tuo dubbio è sull'obiettivo finale del M5S? Quello non è esplicitato, lo sto supponendo io, ma è una supposizione ben motivata. Cioè, alla luce di tutto quello che ho assunto come verità, più tutte le analisi degli scopi che si prefigge, dei suoi assiomi e dei comportamenti, sono giunto a quelle conclusioni.

    Oppure il tuo dubbio è su quello che io assumo come verità? Che sintetizzato è: il denaro come condizione per soddisfare qualsiasi bisogno, si trasforma da mezzo, a primo scopo (Marx). La conseguenza è che tutto ciò che è inscritto nella logica del profitto (democrazia in italia), assume come suo primo scopo il profitto, subordinando a esso gli scopi della democrazia, ergo, non siamo più liberi. O almeno, siamo in libertà provvisoria.

    Obv io dico che quella è la chiara verità, proprio perché non ci vedo falle. Se credi che mi stia sbagliando, devi dirmi su cosa esattamente ritieni che il mio ragionamento sia fallace e dimostrarmi il contrario.
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  9. #9
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  10. #10
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    Non posso e non voglio elencarti tutte le strafalcionerie che hai scritto, ma vorrei che ti rendessi conto che frasi come questa:

    Se dovesse capitare che un popolo riuscisse a bastare a se stesso per il proprio sostentamento, allora scomparirebbe l’impresa capitalistica.

    Sono davvero imbarazzanti. Pensa al mondo intero. Il popolo del mondo (cioè tutti gli esseri umani nel loro complesso) "bastano a sè stessi per il proprio sostentamento" right? cioè non è che tradiamo con gli alieni o abbiamo gli angeli che ci portano ogni mese quel che ci serve... quindi come mai "l'impresa capitalistica" non scompare?

    Non hai davvero idea di quello di cui parli ed è piuttosto fastidioso vedere thread così ridicoli onestamente, dato che non ho letto dei lol nel testo nè ho visto pic con dei dafuq o degli hypnorospi.

    Che il denaro rallenti lo sviluppo della tecnica è evidente.

    Talmente evidente che nei 3 secoli di capitalismo si son scoperte 100x + cose che nei 100k anni precedenti.

    Davvero pls, se è un level seriamente complimenti perchè sei stato davvero bravo, altrimenti bho, nn so + che dire.
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  11. #11
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    Sembra la tesina di maturità di uno che ha fatto (male) l'alberghiero.
    Una risposta tanto presuntuosa, quanto immotivata lascia abbastanza il tempo che trova.
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  12. #12
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    Una risposta tanto presuntuosa, quanto immotivata lascia abbastanza il tempo che trova.


    Se bettiamo una cena ti trovo 20 affermazioni oggettivamente (nel senso che chiunque abbia fatto le superiori con successo e non menta lo ammette) false, inclusi parecchi falsi storici materiali tra i quali ne ho scelto uno tanto per ridere.

    Pensavo di aver toccato il fondo leggendo il programma di casa pound e invece hai vinto te.
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  13. #13
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    Il popolo del mondo (cioè tutti gli esseri umani nel loro complesso) "bastano a sè stessi per il proprio sostentamento" right? cioè non è che tradiamo con gli alieni o abbiamo gli angeli che ci portano ogni mese quel che ci serve... quindi come mai "l'impresa capitalistica" non scompare?

    Scusami questa non l'ho capita.

    Talmente evidente che nei 3 secoli di capitalismo si son scoperte 100x + cose che nei 100k anni precedenti.

    A parte che stai generalizzando, è ovvio che all'inizio del capitalismo tutto era spinto all'ennesima potenza. Forse non hai letto bene tutto quello che ho scritto:

    "La tecnica avanza soltanto per ottenere un’evoluzione (controllata) con la quale diventa importante investire per aumentare a dismisura le prestazioni di un computer (sviluppo), ma non per migliorare il bene dell’umanità (progresso)."

    Siamo talmente evoluti che la gente muore di fame. Nice.

    Se bettiamo una cena ti trovo 20 affermazioni oggettivamente (nel senso che chiunque abbia fatto le superiori con successo e non menta lo ammette) false, inclusi parecchi falsi storici materiali tra i quali ne ho scelto uno tanto per ridere.
    Quale sarebbe quello che hai scelto? Il rallentamento della tecnica? Il fatto che la tecnica corra a 200km/h (rispetto ai 50km/h del secolo scorso), non significa che, se non fosse tenuta in ostaggio, non potrebbe correre a 400km/h. Converrai che 400km/h > 200km/h > 50km/h pre-capitalismo.

    Poi boh, se vuoi continuare su questa linea.
    Ultima modifica di starise; 05-03-2013 alle 02:31
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  14. #14
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    Io penso che la tecnica viene tenuta bloccata da entità extraterrestri che ci controllano.e poi chi mi dice che grillo non sia un rettiliano?
    Hai notato che nel corso della storia un individuo x ad es Leonardo e come lui qualkun altro ha fatto xmila scoperte e progetti assurdi x il periodo in cui e' vissuto. Questo imho e' perche gli alieni comunicavano con lui e volevano farci evolvere.Se le masse non Sanno tutto quello che ci hai rivelato diventano solo capre in mano a grillo che le usa per conquistare il mondo !oppure la verità che ci hai comunicato va fatta comprendere a tutti ?
    Guarda qui http://bojafauss.ilcannocchiale.it/2...un_alieno.html
    Ultima modifica di AlexB81; 05-03-2013 alle 06:44
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  15. #15
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    Scusate ma non ho resistito.....questo è l'obiettivo finale!!!!!! Piccola precisazione rispetto per la base del m5s ma leggere certe affermazioni.....

    Gaia è il nome con il quale viene indicato il pianeta immaginato dallo scrittore di fantascienza Isaac Asimov nei suoi due libri L'orlo della Fondazione e Fondazione e Terra appartenenti al Ciclo della Fondazione. Gaia si presenta come un pianeta molto accogliente dotato di un ecosistema in perfetto equilibrio che deriva dal particolare processo evolutivo, una vera e propria utopia che ha portato alla nascita su Gaia di quella che può essere definita come una democrazia totale. Sul pianeta ogni pianta, animale, oggetto sia artificiale che naturale come le montagne, l'aria, gli oceani, la crosta planetaria e il nucleo ogni piccolo componente del pianeta ha una propria consapevolezza che lo collega continuamente agli altri tramite contatto telepatico. Questa consapevolezza deriva da due fattori, l'intelligenza o complessità del singolo componente e la quantità con in cui il componente è fisicamente presente sul pianeta. Se prendiamo come esempio un singolo uomo e una pietra l'uomo ha sicuramente una intelligenza o complessità superiore rispetto a quella di una roccia e per questo la sua consapevolezza e il suo contributo alla collettività saranno ben maggiori rispetto alla pietra. Se però teniamo conto della quantità di roccia presente sul pianeta sotto forma di montagne, fondali oceanici ecc. scopriamo che le rocce unendosi nella consapevolezza collettiva forniscono un notevole contributo a Gaia. Ogni singolo elemento di Gaia è anche un singolo individuo: possono quindi sì nascere contrasti, come ad esempio uomini che hanno pareri differenti o prede e predatori che lottano per la sopravvivenza, ma grazie al collegamento che li unisce tutti questi contrasti finiscono sempre per favorire l'intera collettività.
    Gaiani

    Gli uomini che vivono su Gaia prendono il nome di gaiani ed hanno la particolarità di avere nomi molto lunghi che crescono con l'età e lo status sociale, ad esempio il nome completo di Bliss è Blissenobiarella, quello di Sura Novi è Suranoviremblastiran, mentre quello di Dom è Endomandiovizamarondeyaso... per un totale di 253 sillabe, per questo si tende a fare uso di diminutivi. Per descrivere la propria situazione di essere collettivo i gaiani indicano se stessi con la dicitura io/noi/Gaia. I gaiani vivono in totale armonia col proprio pianeta, non hanno necessità né di abiti particolarmente pesanti né di case particolarmente accoglienti, in quanto Gaia non permette mai che le condizioni atmosferiche siano troppo avverse. La popolazione, che ammonta a circa un miliardo di individui, è uniformemente distribuita sul territorio, formato prevalentemente da accoglienti isole di media grandezza, tuttavia per assicurare la diversità biologica non mancano gli ecosistemi più avversi come calotte polari o deserti, anche se non sono mai troppo estesi. Se si allontanano dal pianeta, i Gaiani mantegono comunque il contatto con Gaia, anche se questo causa loro un certo stress; se un gaiano non si nutre con cibo proveniente da Gaia metabolizzandolo nel proprio corpo lo rende comunque parte della collettività, i pasti poi pur essendo nutrienti sono ben poco saporiti in quanto il mangiare è visto solo come mezzo per nutrirsi. Pur disponendo di mezzi tecnologici come astronavi e stazioni spaziali, il particolare contatto telepatico con la collettività rende inutile qualunque tipo di documentazione scritta, dato che la memoria collettiva viene registrata dentro Gaia stessa (in particolare nelle rocce) e permette ai Gaiani di poter accedere in qualunque momento ad ogni tipo di dato. Gli stessi dati vengono memorizzati da più punti di vista in base all'importanza che hanno per la collettività e non vengono persi a causa della morte di un singolo componente; la memoria di Gaia infatti risale a ben 15000 anni
    Ultima modifica di Lid; 05-03-2013 alle 08:28
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  16. #16
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    @Lid che poi a me non dispiacerebbe la Gaia asimoviana, certo poi il tutto era controllato da Daneel e casca l'asino
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  17. #17
    Scandinavian LAG L'avatar di 2out
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    Beh, nel thread ho inteso come "verità" il succo di una serie di analisi su fatti basati su conoscenze storiche e filosofiche che sono mie personali. Poi le ho applicate al contesto attuale e ho tratto le conclusioni. I tuoi dubbi riguardano tutto il discorso o solo l'applicazione al M5S?

    Proprio perché nel M5S la cosa non è così esplicita, sono stato costretto a fare passo-passo tutti i ragionamenti.

    Il tuo dubbio è sull'obiettivo finale del M5S? Quello non è esplicitato, lo sto supponendo io, ma è una supposizione ben motivata. Cioè, alla luce di tutto quello che ho assunto come verità, più tutte le analisi degli scopi che si prefigge, dei suoi assiomi e dei comportamenti, sono giunto a quelle conclusioni.

    Oppure il tuo dubbio è su quello che io assumo come verità? Che sintetizzato è: il denaro come condizione per soddisfare qualsiasi bisogno, si trasforma da mezzo, a primo scopo (Marx). La conseguenza è che tutto ciò che è inscritto nella logica del profitto (democrazia in italia), assume come suo primo scopo il profitto, subordinando a esso gli scopi della democrazia, ergo, non siamo più liberi. O almeno, siamo in libertà provvisoria.

    Obv io dico che quella è la chiara verità, proprio perché non ci vedo falle. Se credi che mi stia sbagliando, devi dirmi su cosa esattamente ritieni che il mio ragionamento sia fallace e dimostrarmi il contrario.
    nono io ero solo curioso sul metodo, lungi da mei avere dubbi su 'la verità' (mica quando mi suonano alla porta i testimoni di geova cerco di convincerli che dio non esiste...)
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  18. #18
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    @starise

    Non entrando nel merito di quello che hai scritto (sono d'accordo con @Luciom quando dice che ci sono parecchie affermazioni sbagliate) ti devo correggere però su un paio di cose fondamentali:

    Il capitalismo per come l'ho capito io non ha come scopo ultimo il profitto, ma il re-investimento del profitto per creare maggior produttività anche attraverso l'innovazione. Nel tuo testo sei un pò troppo generalista e hai una visione (non prendertela) a senso unico sulla questione.

    Il problema odierno è la corruzione del sistema capitalismo, non tanto l'idea di capitalismo in se. Il capitalismo in senso puro è il sistema migliore per generare innovazione tecnologica, che fa scaturire i cosiddetti "cicli economici di lungo periodo" vedi ad esempio la rivoluzione industriale, il boom dei computer e conseguente comunicazione, la ferrovia, etc..

    --

    Il sentimento che hai te è comune nei paesi dove il sistema meritocratico non esiste, o viene molto soffocato, come in Italia, e dove viene adottato troppo spesso (dal comportamento umano, non c'è qualcuno che lo impone obv) quello che possiamo chiamare "capitalismo clientelare" cioè dove va avanti l'amico di xx, il figlio di yy, il bravo resta a fare il ricercatore sottopagato senza fondi in uni..

    Dato che dimostri sensibilità per questi argomenti, sintomo di intelligenza imo, ti consiglierei di non farti abbindolare da visioni complottistiche o poco realistiche della realtà come quelle che hai esposto, prova ad esempio a leggerti il libro "manifesto capitalista, una rivoluzione liberale contro un'economia corrotta" di Zingales (titolo non troppo appropriato per il contenuto ma vabbè) o almeno prova a dare una letta a questo articolo.
    Un capitalismo migliore - Il Sole 24 ORE

  19. #19
    Lid
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    Tornando un attimo OT.

    Ieri mentre vedevo la presentazione degli eletti del m5s mi ha colpito la frase riportata dallo speaker: una ragazza disoccupata che chiedeva di sbrigarsi perchè da qualche mese non lavorava e aspettava il reddito di cittadinanza. Ieri sera su la7 c'erano degli imprenditori che parlavano della promessa del taglio dell'Irap, la detassazione del costo del lavoro...

    Ma i soldi dove li prendono? sono promesse belle ma a volte ci si dovrebbe confrontare con la realtà
    Ultima modifica di Lid; 05-03-2013 alle 11:25

  20. #20
    Monkey Tilt L'avatar di fpolle
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    @starise

    cos’è un popolo? Un’entità organizzata di individui che ha come scopo il benessere dell’entità stessa. Ed ecco dunque che la democrazia non può che proporre come scopo principale della sua esistenza, il benessere, l’uguaglianza e la libertà del popolo.


    Non è vero. Sei così sicuro che il "popolo" italiano voglia il benessere di tutto il popolo italiano?

    Ad esempio vai a vedere cosa pensano in Puglia, Calabria, Sardegna del federalismo, anche applicato nel modo più ottimale per tutti. Non lo vogliono perché li impoverisce.

    Le persone non vogliono il benessere del popolo, vogliono il proprio benessere e quello dei propri cari, e votano chi gli promette quello che loro percepiscono come benessere. In Sicilia è il lavoro pubblico no matter what, in Lombardia è la possibilità di impresa e il merito.

    --

    Hegel

    Fa ridere quando per avvalorare le proprie tesi si riportano idee e testi di secoli fa.. boh vai a vedere cosa diceva Schumpeter o Milton Friedman, o cosa scrive Amartya Sen oggi.
    No cosa diceva un filosofo a inizio '800.

    Che la gente debba star bene lo dicono anche oggi, solo che c'è chi lo dice a caso (vedi Grillo che parla di impoverimento, come Latouche) e chi lo dice facendo proposte e analisi serie (ad esempio Sen, Nobel anche lui dato che ai grillini piacciono i nobel).

    Se poi vogliamo creare equilibri ancora più sub-ottimali, continuiamo a far circolare informazioni false o superate.

    --

    Al posto della tecnica devi parlare di innovazione tecnologica.
    I boom del benessere, della ricchezza etc sono dovuti principalmente a quello.

    --

    La supremazia del capitalismo sulla tecnica
    Come ho già accennato, quando due forze hanno scopi antitetici, allora queste due forze sono necessariamente in contrasto fra di loro.


    Ma neanche per idea!! Anche assumendo che capitalismo sia solo generare profitto come dici te, non c'è logica in questa frase!!

    Con maggior innovazione, tecnica etc i profitti aumentano!! Ma come fai a fare affermazioni del genere? Non c'è senso logico!

    --

    Analizzando il fenomeno del capitalismo, appare evidente che esso sopravvive soltanto perché tende a perpetuare una “scarsità media” relativa delle merci. Vuol dire che se una merce è abbondantemente a disposizione di tutti, allora non c’è impresa. Se manca assolutamente, di nuovo, non c’è impresa. Quindi la merce deve essere “mediamente” disponibile. Se dovesse capitare che un popolo riuscisse a bastare a se stesso per il proprio sostentamento, allora scomparirebbe l’impresa capitalistica.

    Perché? Ma chi ve le mette in testa queste atrocità?

    Puoi espandere il concetto con degli esempi?

    --

    (...continua)
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