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Discussione: *** Official libri & racconti 3d ***

  1. #1
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    Predefinito *** Official libri & racconti 3d ***

    3d per parlare di narrativa, consigliare letture extrapoker di qualsiasi tipo, discutere di letteratura in generale, e cosa ancora più gradita, per spammare vostri lavori. have fun!
    Ultima modifica di MarkoKgb; 06-02-2017 alle 17:13
    Riconoscerai un vero bonsai solo alla morte. Avvicinandoti a lui per dargli acqua gli avrai tolto la luce.

  2. #2
    Scandinavian LAG L'avatar di MarkoKgb
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    Predefinito Apro le danze

    ORE 23:30. Giovedi' sera. Mi sveglio. Dentro l'orologio la lancetta dei secondi continua a doppiare quella dei minuti senza alcuno sforzo.
    Guardo sotto il letto, è un'abitudine che ho da quando sono bambino. Anche questa volta non ci sono mostri. fiuuù
    Sento ancora addosso l'atmosfera cupa e perversa dei sogni appena fatti ma non me ne ricordo mezzo.
    Guardo fuori dalla finestra il mondo scorrere con la destrezza d'un rivolo di prosecco lungo la schiena della tua diva. Ma con meno sincerità.
    Eccoli li, tutti belli e pimpanti a rincorrere il tempo. Tutti a premere sul pedale del gas. Ma amici miei, non invecchierete di certo più lentamente andando più veloci.
    ORE 00:15
    Venere Giove e Saturno sono allineati cosi strambi che il kamasutra impallidisce. E figurati se noi terreni provinciali stiamo a metterci lo zampino in un'orgia intergalattica tra pianeti. Manco col cazzo.
    Il random dell'mp3 comincia a prenderci e tu bella mia nel mio letto sei addormentata ed io ho cosi voglia di farmiti piano piano senza svegliarti.
    Faccio cosi col dito nel tuo orecchio, e quanto mi diverte poi metterci la lingua e sentire l'amarognolo.
    ORE 02:00
    Chiudo gli occhi, e tu diva credi che dormo, e avvicini il tuo orecchio al mio naso e ti tocchi assecondando il mio respiro, ed è tutto cosi speciale che mi costringi a fingere il sonno. Perchè fidati mia piccola, da sveglio non sono cosi eccitante



    (immagine presa da un fumetto di Andrea Pazienza)
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    Riconoscerai un vero bonsai solo alla morte. Avvicinandoti a lui per dargli acqua gli avrai tolto la luce.

  3. #3
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    in questo post si possono trovare ottimi consigli.
    [Official] - Libri da leggere (No poker)

  4. #4
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    750.000 anni fa l'amore

    Kahled stava marciando lungo la riva del fiume, usava la lunga lancia come un bastone per mantenere l’equilibrio fra la ghiaia umida e ricoperta dal muschio. Sperava di cogliere uno gnu venuto ad abbeverarsi al grande stagno. Giunto in prossimità del bacino vide una colonna di fumo elevarsi oltre l’argine più lontano. Significava che c’erano altri sapiens nei paraggi. Divenne teso e impugnata la lancia si inoltrò di più nella vegetazione sfruttando il mantello d’ombra per nascondersi dalla vista. Avanzando furtivamente raggiunse la fine della foresta e poggiò l’occhio in una fessura fra le frasche per scrutare le sponde dello stagno. Vide una femmina di sapiens accovacciata sulla riva mentre si portava l’acqua alla bocca con le mani. Aveva la pelle del colore delle nocciole, la più chiara che avesse mai visto. La sua forma era un’onda di grasso piena di docili curvature. Mentre il corpo di Kahled era ricoperto degli spigoli ruvidi che i tendini intagliano sui muscoli. Il sapiens era curioso di sapere come sarebbe stato stringerla fra le sue mani. Quando la femmina si alzò Kahled fu meravigliato dalle sue anche così distanziate fra loro dall’osso del bacino. Sicuramente non poteva correre veloce. Con quella forma non sarebbe stata capace di prendere un animale e difronte a un felino sarebbe stata una facile preda. Se fosse stata sua Kahled avrebbe potuto correre per lei. L’avrebbe difesa con la sua lancia e i suoi bracci dalle belve e al ritorno le avrebbe consegnato le carni frutto della sua caccia. Poi avrebbero danzato e l’avrebbe cinta a se trascinandola sul terreno. Desiderava averla, sentiva che anche possederla un’unica volta sarebbe potuto bastare se fosse stato davvero. Non te ne andare resta ancora a bere corpo chiaro dai larghi fianchi. Nel tentativo di non perderla di vista mentre si allontanava il maschio piegò le frasche rivelandosi ai suoi occhi. Lei lo fissò con terrore pietrificata per un attimo. Lui lasciò cadere la sua lancia, avrebbe voluto dirle di non avere paura, che non le avrebbe mai fatto del male. Ma le idee erano così confuse e il suo labbro tremò senza dire niente. La femmina fuggì via verso l’accampamento del suo branco aldilà dello stagno mentre Kahled stringeva nel vento la sua immagine sempre più piccola e lontana. Una volta dato l’allarme i sapiens sarebbero venuti presto a cercarlo. Se lo avessero trovato lo avrebbero ucciso ammantandosi il collo delle sue interiora e riportando i suoi genitali come trofeo all’accampamento. Ma per un momento lui non pensò al pericolo, barcollò sulla riva come se avesse appena masticato una foglia d’iboga e si strofinò con le mani bagnate. L’acqua portò via i pigmenti colorati dal suo viso e quando il riflesso si ricompose nello stagno rimase solo il suo volto privo della maschera del guerriero. Il naso piatto e schiacciato, la mascella prominente e la pelle nera come la pece. Questo era il volto di scimmia che lei aveva visto, non era da biasimare per essere fuggita. Poteva tornare al suo villaggio, avrebbe ancora diviso il pasto con i suoi compagni e danzato al ritmo tribale sotto la luna per celebrare le forze del cielo e della terra. Un giorno avrebbe anche avuto una moglie per la quale cacciare e che insieme a lui si sarebbe presa cura dei figli. Ma non sarebbe stata lei. Aveva un pensiero per il quale non esisteva una parola, era una scimmia che non voleva rassegnarsi ad avere una vita da scimmia. Voleva incontrarla ancora, dirle che lui non era un animale, che era qualcosa di altro.

    I sapiens si gettarono dalla sponda scoscesa brandendo le aste mentre correvano nella fanghiglia. Quando lo videro iniziarono a gridare. Fu subito raggiunto dai primi tre. La lancia! Si guardò freneticamente intorno per cercare la sua arma ma non riuscì a trovarla. Con orrore si ricordò di averla lasciata nelle frasche. D’istinto tentò inutilmente di fermare il fendente a mani nude ma fu trafitto. La lama penetrò affondo nella sua pancia sventrandolo mentre il suo corpo veniva trascinato dal colpo.

    Durante i festeggiamenti per la vittoria i nomadi vennero a conoscenza, dal racconto della femmina dalla pelle chiara e dei guerrieri, che l’invasore, dopo averla vista, era rimasto imbambolato e disarmato sulla riva invece di fuggire e difendersi. Si chiesero il perché di un comportamento tanto stupido e dissero che aveva il male d’Amore, il nome del grande stagno.
    Ultima modifica di MasterChef; 07-02-2017 alle 07:32
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  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da realmmo Visualizza Messaggio
    in questo post si possono trovare ottimi consigli.
    [Official] - Libri da leggere (No poker)
    cazz non avevo visto ci fosse già un official 3d per i libri. srry per la sovrapposizione @No_Deal
    Riconoscerai un vero bonsai solo alla morte. Avvicinandoti a lui per dargli acqua gli avrai tolto la luce.

  6. #6
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    In quella gita nel Sahara, persa la guida, trovammo la paura.
    Ventotto ore dall'ultimo contatto umano: a questo giro non era certo la droga ciò che ci rinsecchiva la gola e non ti faceva più ridere la mia battuta sulle dune di sabbia che mi ricordavano le tue tette.
    Eravamo noi tre, io, te, la paura. Ti ricorda qualcosa?
    Il sole ci batteva fisso sulla fronte e guardando la tua faccia sconcertata pensavo: 'Mia cara Bea, è una vita che sei alla ricerca dell'illuminazione : TOH'.
    Decidemmo di andare verso ovest, tirammo a indovinare da che parte fosse e andammo dritti sparati senza preoccuparci se invece fosse l'est, tanto non cambiava un cazzo lo stesso.
    Continuando a camminare notai che la sabbia sotto i nostri piedi cambiava colore, cose come quelle che succedono nei sogni quando iniziano a destabilizzarsi.
    E la cosa buffa fu il mio sperare che non ci saremmo mai risvegliati, infondo ci preferivo cosi: persi nel deserto senza acqua ne cibo ma vivi, piuttosto che incellophanati dalla routine.
    Ultima modifica di MarkoKgb; 09-02-2017 alle 05:06
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  7. #7
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    Ore 7:02 di un orologio fermo da mesi. Il risveglio in apnea da una paralisi del sonno mi da il buon giorno.
    La mia dea è immobile nel letto e spero cominci a russare per avere una scusa per svegliarla.
    Accendo il fornello a gas che ho di fianco al letto e l'arancione del coltello rovente mi ricorda dei caldi tramonti di una Spagna che mi aspetta paziente.
    Fuori dalla finestra la vita scorre distratta e un sole cocente picchia inerme su anime cosparse di crema a protezione 50.
    Fasci di luce rossa attraversano la stanza e illuminano quel tuo vestito giapponese che senza il tuo corpo a riempirlo appare nudo.
    Chiudo gli occhi e ti raggiungo nei sogni, a scopare sotto l'albero della Bodhi, dove l'ombra dei rami ci culla come un'amaca... dove la crema solare serve solo a lubrificarci
    Ultima modifica di MarkoKgb; 07-07-2017 alle 07:05
    Riconoscerai un vero bonsai solo alla morte. Avvicinandoti a lui per dargli acqua gli avrai tolto la luce.

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