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Discussione: The well: cesko

  1. #81
    Scandinavian LAG L'avatar di happylittleboozer
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    Ciao cesko, visto che hai vissuto nei Paesi baschi mi piacerebbe sapere la tua opinione sulle rivendicazioni degli independentisti.

    Grazie

  2. #82
    Moderatore L'avatar di cesko
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    Domanda interessante.

    premessa storica: il paìs vasco non è mai stato indipendente in epoca storica, ma ha sempre goduto di larghe indipendenze all'interno dei regni a cui apparteneva.
    L'indipendentismo basco nasce nel fine '800 con la figura di Sabino Arana, fondatore del PNV (partido nacionalista vasco). Più o meno in quel tempo l'antico sistema di leggi che assicuravano suddetti privilegi (fueros) entrava in crisi in quanto in contrasto con l'allora modello costituzionale spangolo; siamo nel periodo delle guerre carliste.
    Il PNV fu a lungo (mi pare) la forza predominante nel panorama poltico vasco, senza però ottenere risultati importanti sul fronte dell'indipendenza.

    Arriva poi la guerra civile, tremenda per il territorio vasco (si veda il quadro guernica di Picasso), e la successiva dittatura di Franco.

    Durante questa dittatura le autonomie vengono totalmente cancellate: lo stato è fortemente centralizzato in un'ottica spagnolista, viene proibito l'uso della lingua basca (che a fine dittatura si troverà a forte rischio di estinzione), viene proibita l'esposizione della bandiera basca, viene impedita l'attività politica, viene forzata l'immigrazione interna (in vizcaya principalmente) per diluire il peso demografico dei bachi.

    In questo contesto, nel 1969, entra in azione la banda armata ETA, protagonista del nazionalismo basco per tutta la fine del secolo. Il suo obiettivo era la creazione di uno stato basco autonomo, che comprendesse il paìs vasco, la navarra e le tre provincie basche francesi.

    La mia idea, abbastanza radicale, è che la lotta di ETA in quel periodo fosse condivisibile, giusta per certi versi. Il popolo vasco era oppresso, e senza speranze di miglioramento; gli attentati di ETA si concentravano contro le forze di occupazione e contro i torturatori di stato, e l'obiettivo di ottenere l'indipendenza era sensato e condivisibile. Peraltro ETA con l'attentato a Carrero Blanco (film: operaciòn ogro) a mio modo di vedere accelerò il processo di ritorno alla democrazia.

    Quindi, ricapitolando, a mio modo di vedere il nazionalismo basco aveva una sacrosanta ragione di esistere fino a fine anni '70. Ora, no.

    Ora, con una lenta progressione (non priva di momenti bui, come i GAL negli anni'80) e miglioramento in questi 30 anni, la Spagna è democratica e autonomista; il paìs vasco gode di ampia autonomia fiscale e sanitaria, possiede una propria forza di polizia, gestisce in proprio anche l'educazione offrendo diversi livelli di insegnamento della lingua basca. Il paese è riccoe la lingua è stata ben recuperata (>50% di parlanti passivi in guipzkoa).
    Inoltre, il paese è ben integrato nel sistema spagnolo, ed una separazione appare impossibile. Essere indipendentisti ora non ha senso, ora si deve parlare di autonomia.

    Il tempo delle nazioni è finito, il tempo della violenza pure. Se appoggiavo ETA come era alle sue origini, dico l'opposto dell'ETA degli anni 90 e 2000, che si era ridotta ad una associazione criminale e che a mio modo di vedere danneggiava grandemente il processo democratico verso l'autonomia di euskadi.
    Due mesi fa circa, finalmente ETA ha annunciato il suo scioglimento e questo non può che essere un bene.

    C'è ancora molta strada da fare, e mi rammarico di non essere troppo aggiornato sulle problematiche e sulle soluzioni proposte negli ultimi 2-3 anni (approvazione di statuti, elezioni etc).

    Quindi così, per chiudere posso dire che mi ha sempre affascinato il sentimento nazionalista basco, e senza averci vissuto può non risultare semplice capirlo; ma le differenze culturali, paesaggistiche, genetiche, linguistiche sono veramente enormi. I baschi sono storia a sè.

    Ed è per questo che quando vedo un leghista parlare di padania penso che non capisca un cazzo, sempre rigorosamente imo


    EDIT: troppo lol quando stavo tornando in ITA, e l'autobus su cui viaggiavo verso Vitoria viene fermato dalla guarda civil per un controllo antiterroristico; cercavano un tizio pelato come me... mi fanno scendere, mi aprono le valigie e la prima roba che vedono sono dei libri sull'ETA ("ETA: historia polìtica de una lucha armada" el altri) ed un pacco enorme di fogli, gli appunti dell'università; son stati mezzora a spulciarli uno per uno col fucile puntato, e io che cercavo di spiegar loro che ero solo un innocuo studente erasmus. lol.
    Ultima modifica di cesko; 13-12-2011 alle 02:07
    ( . ) ٩(-̮̮̃ -̃)۶ ( . ) | eta gero asko, askatasun garaiak

  3. #83
    Scandinavian LAG L'avatar di gudariak
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    Complimenti a cesko per l'analisi precisa e completa.
    Condivido in toto.

    Volevo solo aggiungere che purtroppo in Spagna oggi le autonomie hanno presso la piega peggiore, diventando covo di faccendieri e di pasradan pseudo culturali.
    Luoghi dove piazzare il Trota di turno pieni di estremisti della diversità a tutti costi.

    Un rimbalzo per compensare le malefatte di quarant'anni di franchismo, che rischia di vanificare le conquiste di questi ultimi trent'anni.

    Se non fossi sull'iPhone argomenterei sull'Europa delle regioni. Se interessa il tema posso continuare appena trovo una tastiera...
    Writing The Fucking Manual of life:
    Cronache di un Natural Born Fish (Ricordi, Racconti e altre Follie)


    "Guda è il Laliberté dei Micros." (chat Pokerstars)

  4. #84
    Scandinavian LAG L'avatar di happylittleboozer
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    Grazie della spiegazione, ci sono stato solo 1 mese ma sono rimasto affascinato da quella terra e dalla sua storia.

    @gudariak a me interessa l'argomento ma credo andremmo ot, si potrebbe aprire 3d a parte

  5. #85
    Moderatore L'avatar di cesko
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    aprite thread a parte volentieri, qui sarebbe poco visto
    ( . ) ٩(-̮̮̃ -̃)۶ ( . ) | eta gero asko, askatasun garaiak

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